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i sono parole che non sono mai state espresse, oppure azioni mai compiute; ciononostante molte di queste sono state deliberatamente riportate,  enunciandone una improbabile paternità.

Questo agire non sempre è fatto in nome di ciò che comunemente viene chiamata "buona fede".   Tuttavia, qualunque sia il fine, attribuire a chicchessia ciò che non è mai stato detto, o fatto, è disonorevole.

Molti nunzi marziali, per comprovare alcuni concetti o dare credibilità all’operato o ancor peggio per lucro, asseriscono falsità smerciandole per veritiere.

Contrariamente taluni, i meno pericolosi, riportano frasi notorie sostenendone la paternità, come se il proferirle potesse donare peculiarità che a loro non appartengono e mai gli apparterranno. L’animo infruttuoso obbliga costoro a servirsene. Infine, infermi nell'animo, si convinceranno che quanto riportato sia il frutto della loro meditazione. Essi sono non solo millantatori ma altresì imprudenti.

L'etica contempla che ogni parafrasi debba includere l’enunciazione dell’autore anche se questi è unanimemente conosciuto. Riflettete su quanto v'esibiscono, su quanto leggete o più semplicemente vi viene riportato. La vostra attenzione deve essere uno strumento di pensiero. Meditate su questo.

Non esiste né il bene né il male nell’opera dell'acquisizione del sapere. Attraverso il nostro gesto, ovvero ciò che mettiamo in atto, sveliamo al mondo la nostra natura, rivelandoci per ciò che noi, in verità, siamo.  Il "Buon Guerriero" cammina nella ricerca della conoscenza concernente tutte le cose.

 


Maestro Michele Zannolfi
Maestro Michele Zannolfi