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l naturale vantaggio delle tecniche del Kenjitsu Hasakidô si può individuare nel combattimento reale, finalizzato all’autodifesa, sia con armi bianche o improprie, sia a mani nude.

Per legittima difesa, (articolo 52 del C.P. e articolo 2044 del C.C.) nel caso si usi un’arma impropria (bastone, sbarra, ombrello, bottiglia, eccetera) la stessa sarà usata come richiede la tecnica schermistica. La lunghezza dell’oggetto determinerà la metodica d'uso. A titolo d'esempio: tre mani* (superiore ai 160 centimetri); due mani (da 90 a 160 centimetri), infine ad una mano (inferiore ai 90 centimetri). Nell’eventualità di un combattimento a mani nude, le stesse dinamiche tecniche, sia di difesa, sia d'attacco, possono essere eseguite con efficacia sull’avversario.
 
Nota * : così è definito il maneggio Hasakidô.

Il settennato scolastico richiede l'apprendimento e l'uso delle seguenti metodologie:

e     Lotta e Percussione (Atemi)
e     Vipera o Canne (Bâton de combat)
e     Bastone corto (0,70 cm) - medio ( 1,40 cm) - lungo (1,90 cm)
e     Bokken 
e     Coltello a lama fissa (ad un filo)
e     Escrima singolo
e     Lancia (a puntale o rampino)
e     Katana
e     Shinai
e     1^ Arma libera (Accreditata con tesi didattica in sede d'esame federale)
e     2^ Arma libera (Accreditata con tesi didattica in sede d'esame federale)
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Il «Buon Guerriero» ha l’animo diviso equamente tra pacata Quiete e veemente Furore. Quando governa la Quiete egli lascia che il Furore sia il suo mentore. Quando impera il Furore, permette alla pacata Quiete di consigliare il suo passo.

 

Maestro Michele Zannolfi