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Come già saprete, le caratteristiche principali di un praticante d’Arti Marziali sono:

e     Controllo del panico
e     Canalizzazione della rabbia
e     Fluidità del corpo e dei movimenti
e     Reattività
e     Consapevolezza dell’effetto bradicardico
e     Conoscenza dei propri limiti psicofisici
e     Controllo delle emozioni
e     Coordinazione del movimento
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Il «Buon Guerriero» ha l’animo diviso equamente tra pacata Quiete e veemente Furore. Quando governa la Quiete egli lascia che il Furore sia il suo mentore. Quando impera il Furore, permette alla pacata Quiete di consigliare il suo passo.

 

Maestro Michele Zannolfi

 

Da quanto ho potuto apprendere nel mio percorso marziale, attraverso la fondazione di più Scuole d’Armi, oggi sono indotto a pensare che il metodo didattico più proficuo, risieda nella comprensione della diversità tra la coniugazione latina ERUDIAR (che io sia istruito) e ERUDIETUR (sarà istruito).

Sono convinto che l’Allievo debba aspirare con volontà imperativa alla conoscenza, mentre all’Istruttore marziale spetta il convincimento assoluto che questo è quanto s’avvererà.

Qualora l’Allievo applichi il giusto atteggiamento mentale nel duello, è indiscutibile che egli inizi a combattere ancor prima di scontrarsi fisicamente. L’Allievo d’Armi potrà percepire l’energia del suo avversario attraverso la tensione corporea e sarà in grado di capirne la determinazione emanata, osservandone sia la postura sia l’equilibrio.

Durante gli attimi che precedono uno scontro la capacità d’intuire le caratteristiche, in termini sia di valore sia di demerito, dell’avversario è fondamentale. Tutto di voi comunicherà al vostro antagonista chi siete: i vostri occhi diverranno la vostra voce, il vostro corpo diverrà il suo limite, l’equilibrio il vostro grado d'apprendimento marziale, la vostra aurea diverrà il suo confine e i gesti indicheranno la Scuola D’Armi da cui derivate.