IL CONFRONTO


DISCIPLINA ED ONORE


 

essa vi mostrerà il suolo ove, infine, poter ristorare la vostra “Anima”. (M. Zannolfi)

SPADE POSSENTI, LUMINOSE E FORTI.



Le genti hanno percorso strade diverse e veduto ancor più differenti orizzonti. Tuttavia quando s'espone ciò che si ritiene una verità assoluta, rimane incomprensibile che l'interlocutore non ne riconosca la veridicità. Le parole dette, a favore del nostro ascoltatore, sono prologhi di luce. Invisibili nel chiarore fatuo del giorno, ma così accecanti se pronunziati nel cuore d'una cupa notte. Dialogate sempre con questo intendimento. L'uso delle arti marziali, deve essere considerato, sempre, come ultima condizione da mettere in atto. Il vostro pensiero dovrà essere canalizzato nella ricerca d'una soluzione pacifica. Imparate la politica della cortesia, poiché come la postura schermistica "Dormiente" è altrettanto efficace. Nel vostro sentiero incontrerete molti "Gunsari". Taluni potranno essere affrontati con la mera forza, altri con la mente e altri ancora, i più temibili, unicamente con lo Spirito. Fate uso metodico di completa sincerità, lealtà, compassione, giustezza e misericordia. Disciplina e Onore diverranno fornace nella quale, il più capace degli Spadai forgerà, per voi, spade possenti, luminose e forti. Il "Buon Guerriero" s'addestra altresì, quotidianamente, per essere pronto ad affrontare ciò che non conosce, o più semplicemente non comprende. La vera natura non è mai frutto dell’occasione. Stimare un uomo dall'eccezionalità del suo gesto, pur mirabile che esso sia, conduce sempre ad una errata valutazione. La vostra estimazione deve basarsi sulle azioni che egli compie ogni giorno. Dovete tendere a ciò e smettere le vesti della straordinarietà. Il “Buon Guerriero” persiste in questo addestramento e tace quando taluni mettono in mostra, a vanto, il filo della loro lama. Alcuni passano il loro tempo a lamentarsi per le occasioni perdute. Vagano di sguardo in sguardo, per riconoscersi nel volto del pellegrino muto. Imprecano contro colonne di vento. Improvvisamente il fato li favorisce. S'aprono porte a loro mai dischiuse. Essi, attoniti, s'osservano attorno e non visti chinano il capo per ritornare furtivi, laddove il loro vociare è gracchiare di corvo. Ebbene, non mostrare a questi né sguardo né lama. Essi debbono contare per te come la pioggia sottile quando l'uragano è già in corso. Molti hanno cercato di comprendere il significato della parola “Via”. Ebbene, inconsciamente alcuni di questi stanno già percorrendola, tuttavia non vedono il luogo in cui si trovano. Una sorta di cecità pertinente all’acerbità dell’Animo. La “consapevolezza” del “Buon Guerriero” è unicamente il frutto di valutazioni passate, di scelte comportamentali, le quali hanno saputo e potuto condurlo sul suolo della “Pacata Quiete”. È ragionevole che l’aspro bugeisha perseveri nella sua ricerca, poiché egli ha tratteggiato idealmente la “Via” e ciò non gli dà facoltà d’individuarla. Svuotatevi del vostro sapere, della cultura e della conoscenza, avrete così occhi nuovi con i quali “guardare”. Sappiate liberarvi dall’ambizione del guadagno e del tornaconto. Allontanate i malvagi. Sappiate individuare ciò che di malevolo alberga nel vostro cuore e concedete accoglienza al “Bene”. L’animo benevolo sarà il viatico lungo il cammino. Quando tutto v’apparirà difficile ci sarà sempre una presenza amica che sosterrà il vostro passo, quando le cose andranno bene, senza eccezione, il malevolo cercherà d’ostacolare il vostro tragitto. Anelate alla comunione con chi v’assomiglia, sappiate essere misericordiosi, comprensivi e caritatevoli. Così facendo, potrete assaporare la gramigna fatta grano, la fanghiglia divenuta acqua e il vuoto mutatosi in pieno. Nutrendovi di ciò, in questa riconosciuta eucaristia, apprenderete cose nuove, le quali vi sostenteranno di acquisita “consapevolezza” ed essa vi mostrerà il suolo ove, infine, poter ristorare la vostra “Anima”. Taluni si nascondono nel buio in modo che la loro voce ne possa perdere facilmente i contorni. Così, sicuri di non essere scorti, anziché riflettere sulla loro essenza biasimano a piene labbra gli attoniti passanti. Essi sono i vandali delle innumerevoli intenzioni. Dall’altrui dileggio traggono il senso malevolo per il loro quotidiano sopravvivere. Ebbene, anche se miserevoli, essi non sono posti a caso sulle coste della vostra via. Saranno capaci di confondervi con la loro eloquenza, giacché essa è la loro arma. Sciorineranno nozioni così come può fare lo sciocco alunno d’innanzi al giovine supplente. Ma al dunque si riveleranno saggi senza sapienza. Ciarlatani in un mercato ove si smerciano nozionismi camuffati da conoscenza. Sappiate che le vostre strade s'intersecano appositamente, celandosi per poi rivelarsi improvvisamente. Apparentemente immutate. Tuttavia se avrete percorso nella giustezza il cammino sarete pronti. Riuscirete a distinguerne i sentieri, sia che essi si velino con moltitudini di foglie, sia che s'ammantino con coltri di dispettosa polvere. Parecchi sono coloro i quali hanno smarrito il sentiero e, rammentatelo bene, non ha avuto alcun’importanza quanta strada avessero percorso o quanta ancora ne mancasse. Alcuni tra i più forti, sentendosi sicuri, completati dal viaggio, si sono definitivamente sperduti solo a pochi passi dal loro primo traguardo. Orbene v’esorto: durante il cammino, non lasciatevi turbare dal gracchiare dei corvi, né infastidire dalle sciocche falene che confondono la bruma per lume. Permettete al vostro sguardo l'osservazione lontana affinché ne possa distinguere il ristoro d'ogni possibile traguardo, ed infine, siate grati a costoro, poiché costituiscono l'utile stabbio per i vostri rigogliosi frutteti.



IL MANEGGIO A TRE MANI




Durante gli attimi che precedono uno scontro la capacità d’intuire le caratteristiche dell’avversario, in termini sia di valore sia di demerito, è fondamentale. Tutto di voi comunicherà al vostro antagonista chi siete: i vostri occhi diverranno la vostra voce, il vostro corpo diverrà il suo limite, l’equilibrio il vostro grado d'apprendimento marziale, la vostra aurea diverrà il suo confine e i gesti indicheranno la Scuola D’Armi da cui derivate. Nella nostra Scuola d’Armi si seguono i tre gradi d’apprendimento: Shu Ha Ri.

Shu: consiste nell’imitare in maniera totale il Maestro; Ha: l’Allievo che ha acquistato la capacità di imitare i movimenti del Maestro li adatta alle proprie necessità; Ri: si dimentica la dinamica tecnica e si combatte facendo tesoro dell’esperienza e della spontaneità. In questo sito non scoverai descrizioni o sequenze fotografiche che spiegheranno le nostre Tecniche d'Armi. Il motivo è semplice... Le metodiche di combattimento della nostra Scuola sono «segrete». Sarebbe davvero poco serio il contrario. Un discente del KHS, inoltre, deve conoscere esattamente i punti del corpo ove eseguire tagli, colpi e affondi. Con la tecnica d’armi Kenjitsu Hasakidô si ha la possibilità d’eseguire traiettorie più rapide, rientri orizzontali veloci, obliqui fulminei, tecniche con variazioni folgoranti e arresti della lama immediati. Questo addestramento permette di colpire, in una successione fulminea di movimenti, l’avversario con la spada (o con ciò che ne occupa il posto), impedendogli d’entrare in contatto attivo; se questo avvenisse, ad un colpo subito ne corrisponderebbero molti inferti. Non occorre che l’avversario esegua movimenti favorevoli, neppure che il corpo di chi attua il maneggio si distenda inevitabilmente verso il contendente; la lama, che nel normale combattimento avrebbe bisogno d'una corsa ragguardevole in uscita, a causa della forza centrifuga impressale, si rovescia in armoniosa torsione. Il KHS addestra il discente ad eseguire, col maneggio denominato a tre mani, traiettorie altrimenti irrealizzabili. Nelle tecniche eseguite sia ad una mano sia a due mani, non si trae lo stesso vantaggio. L'Allievo d'Armi attraverso la forza e la velocità della lama potrà agire in un’area minore del corpo, procurando così più tagli, tradotti in ferite. Poiché tutti gli attacchi sono portati al corpo (con nessuna parte esclusa), questo origina il necessario apprendimento, nell'Allievo, al controllo dell’arma e del gesto. Egli sarà in grado di giungere a pochi millimetri dall’avversario nella tecnica che vorrà applicare, senza andare a discapito della velocità durante l'azione. Il duello è deciso quindi dalla velocità e dalla capacità istintiva di valutare la distanza, entro la quale la tecnica diventa efficace. Massima importanza hanno la disposizione di spirito e la capacità tecnica, finalizzate a sferrare contro l’avversario l'attacco più efficace. Nelle tecniche KHS occorre un’elevata capacità di concentrazione, unito al senso della distanza o misura d'azione. L’armonia dei movimenti, l’attitudine ad una corretta respirazione, l’equilibrio e infine, prima per importanza, la calma, danno modo di compiere in modo efficace le metodiche. Tali sistemi rendono possibile un'attività sostenuta e prolungata. L'esercizio fisico si fonderà con la ricerca introspettiva, elevando la capacità individuale. Già alla fine del primo anno scolastico si potrà intravedere nell' Allievo d'Armi: miglioramenti dell'autostima; capacità d'estremizzare i movimenti; controllo delle emozioni; miglioramenti posturali; movimenti delle articolazioni più sciolti; padronanza del risparmio energetico; padronanza delle fasi reattive; sviluppo dell'equilibrio statico e dinamico; sviluppo sensibilità corporale o cinestesica; sviluppo sensibilità interpersonale o sociale; sviluppo sensibilità introspettiva; sviluppo sensibilità logica.

La disciplina KHS armonizza l'intera muscolatura tonificando tutto il corpo. Gli esercizi isometrici richiesti sono molto brevi ed intensi. L'esercizio isometrico è indicato per sviluppare la potenza muscolare, mentre l'esercizio isotonico ha effetti benefici sul sistema cardiovascolare, aumentando la quantità di sangue pompata dal cuore e il numero di vasi capillari che trasportano il sangue ai muscoli. Nessuno dei due tipi d’esercizio incrementa il numero di fibre muscolari, ma entrambi (soprattutto l'esercizio isometrico) fanno aumentare il volume della massa muscolare, insieme alla capacità di immagazzinare glicogeno, uno dei carburanti del lavoro muscolare. Come riserva energetica le piante usano l'amido, mentre gli animali impiegano il glicogeno; quando l'organismo ha bisogno d’energia, entrambi questi polisaccaridi sono demoliti da specifici enzimi... Ma come è usanza scrivere: «Questa è un'altra storia!».