IL CREDO


 

Nell’arte marziale, potete eseguire tecniche difficoltose e affermare d'essere marzialisti che percorrono il bushidō. Essa, invece, per essere compresa ed acquisita vi richiede dedizione assoluta e, se vi riterrà degni, si donerà quale perfetta traslitterazione della vostra Anima. Così facendo, vivreste nell’interezza la vostra vita. Non esiste né il bene né il male nell’opera dell'acquisizione del sapere. Attraverso il nostro gesto, ovvero ciò che mettiamo in atto, sveliamo al mondo la nostra natura, rivelandoci per ciò che noi, in verità, siamo. Il "Buon Guerriero" cammina nella ricerca della conoscenza concernente tutte le cose.

Benevolenza e misericordia

Non esiste né il bene né il male nell’opera dell'acquisizione del sapere (M. Zannolfi)

Allievo e Maestro hanno entrambi sete d'apprendimento. Omologa meta ma diversa finalità nell'acquisizione. Essi s'ascoltano reciprocamente. L'uno usa il senso dell'udito, l'altro quello della vista. Parole e gestualità vengono analizzate e trasformate in nuova linfa. Tutto ciò potrà apparire strano, o contrariamente ordinario, ma è il reale senso dell'acquisizione. Tutto è traslato in base all'esperienza e alla motivazione del singolo. Posto in pratica può concorrere a rifinire notevolmente i processi della pratica del Budō.
Questa è una delle motivazioni che mi spinge ancora ad insegnare: "ascoltare" con gli occhi, per dare nuova linfa vitale alle dinamiche tecniche. La mano del Maestro che traccia su carta, riporta con giusto spirito i movimenti marziali. L'intenzionalità di quanto in futuro applicherete, deve essere simile al grido dell'aquila. Tutte hanno il medesimo volo ma differenziano nello strepitio dell'attacco. Fate vostro lo spirito che traspare da ciò che è stato scritto, così agendo renderete onore, sia al vostro credo, sia alla vostra scuola. Taluni discenti, durante il percorso marziale, si trovano a fronteggiare ostative non considerate. Tra le più comuni: famiglia, nuove relazioni, lavoro e distanza. Queste condizioni sono tra quelle ch'io definisco “tagliole nel bosco”. Costoro valutano se sia opportuno abbandonare la strada oppure limitarne l’impegno. Il mutamento l’induce a considerarne gli aspetti facendo sorgere dubbi e accettarne possibili compromessi. Decidono quindi di spogliarsi dell’onere e mutano il proprio andamento. S’allontanano scientemente dal proprio percorso. Sono convinti che, probabilmente in buona fede, risolto o superato l’impedimento possano riprenderne il cammino esattamente dal punto in cui lo hanno interrotto. Essi sappiano che così non potrà essere e né mai sarà. Il “Buon Guerriero” fronteggia gli ostacoli che vengono posti dalle “Ombre del bosco” rimanendo sulla strada e analizzando gli eventi. Se il caso lo richiede si pone in quiescenza. Rinfodera la lama e s’occupa di quanto gli accade. Non importa quanto tempo debba dedicarvisici poiché egli, così facendo, apprende un singolare metodo e agisce un ignoto addestramento durante il quale acquisisce nuovi elementi e opera sconosciuti confronti. Il “Buon Guerriero” durante questo periodo non perde mai di vista l’orizzonte. Pone ancor più meticolosa attenzione al tagliente della sua lama e conserva nel cuore l’emblema della “Scuola” di cui è appartenente. Osserva la politica della cortesia nei riguardi dei suoi compagni d’armi onorandoli nelle sue riflessioni o, seppur fugace, presenza. Il primo opera spogliandosi mentalmente dell’alito marziale mentre l’altro agisce conservandone sia foggia sia spirito. Molti hanno cercato di comprendere il significato della parola “Via”. Ebbene, inconsciamente alcuni di questi stanno già percorrendola, tuttavia non vedono il luogo in cui si trovano. Una sorta di cecità pertinente all'acerbità dell’Animo. La “consapevolezza” del “Buon Guerriero” è unicamente il frutto di valutazioni passate, di scelte comportamentali, le quali hanno saputo e potuto condurlo sul suolo della “Pacata Quiete”. È ragionevole che l’aspro bugeisha perseveri nella sua ricerca, poiché egli ha tratteggiato idealmente la “Via” e ciò non gli dà facoltà d’individuarla. Svuotatevi del vostro sapere, della cultura e della conoscenza, avrete così occhi nuovi con i quali “guardare”. Sappiate liberarvi dall'ambizione del guadagno e del tornaconto. Allontanate i malvagi. Sappiate individuare ciò che di malevolo alberga nel vostro cuore e concedete accoglienza al “Bene”. L’animo benevolo sarà il viatico lungo il cammino. Quando tutto v’apparirà difficile ci sarà sempre una presenza amica che sosterrà il vostro passo, quando le cose andranno bene, senza eccezione, il malevolo cercherà d’ostacolare il vostro tratto. Anelate alla comunione con chi v’assomiglia, sappiate essere misericordiosi, comprensivi e caritatevoli. Così facendo, potrete assaporare la gramigna fatta grano, la fanghiglia divenuta acqua e il vuoto mutatosi in pieno. Nutrendovi di ciò, in questa riconosciuta eucaristia, apprenderete cose nuove, le quali vi sostenteranno di acquisita “consapevolezza” ed essa vi mostrerà il suolo ove, infine, poter ristorare la vostra “Anima”.





 
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Le Scuole Marziali sono come piccole e modeste lanterne, le quali sono state collocate sul tuo sentiero, non per illuminarne la soglia ed invogliarti ad entrare, ma per indicarti meglio l'infinito brillare lontano. (M. Zannolfi)