LA DISCIPLINA


 

Siamo l'A.I.M.K.S. (Associazione Italiana Marziale Kenjitsu Shuhari) apolitica e senza fini di lucro, affiliata alla F.I.S.M.M. (Federazione Italiana Scuole Marziali Multidisciplinari). Abbiamo voluto realizzare queste pagine principalmente per i nostri discenti d'armi (questo web site, tramite l'area riservata, ha essenzialmente funzioni d'ausilio didattico), in subordine per coloro che sono affascinati o dedicano parte del loro tempo all'apprendimento delle Arti Marziali. All'interno della Scuola d'Armi, durante il settennato scolastico, s'apprende una disciplina marziale multidisciplinare, denominata Kenjitsu Hasakidô (Disciplina della Mente e della Lama). La stessa non ha propositi sportivi ma è finalizzata alla formazione marziale ed alla legittima difesa prevista dagli articoli 52 e 54 C.P.) ai fini di far fronte a situazioni di pericolo immediato e reale.

DISCIPLINA DELLA MENTE E DELLA LAMA

Siamo gli artefici, gli artigiani, della nostra dimora. (M. Zannolfi)

Non troverai nella tua memoria la disciplina Kenjitsu Hasakidô Shuhari poiché madre è l'antica Arte del Kenjitsu, padre è il Maestro fondatore Michele Zannolfi (classe 1957) che, agli inizi degli anni ottanta, ha ideato il KHS. Attuale Capo Scuola dell'A.I.M.K.S. egli s'avvale della collaborazione diretta di Istruttori Federali. Il significato completo di Kenjitsu Hasakidô Shuhari è "L'arte di combattere con la spada attraverso l'uso della mente e della lama rispettando le tre formazioni del processo marziale". Basilare per i nostri «Atleti» è la continua ricerca di migliorare le tecniche acquisite, sia attraverso l'evoluzione e l'approfondimento di ciò che si è appreso, sia con contatti verso altre discipline nazionali ed estere. A questo scopo la F.I.S.M.M. promuove incontri multidisciplinari finalizzati all'ingaggio non competitivo, ancor meglio didattico, e gemellaggi con altre Federazioni, Associazioni, Scuole o parificabili. Nelle nostre Scuole non osserviamo la forma cerimoniosa, utile per prepararsi alla massima concentrazione, ma privilegiamo la mera disciplina, efficace per ottenere la massima energia ed applicazione delle relative tecniche marziali.


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La disciplina KHS, prevede l'apprendimento e l'uso di nove armi bianche, otto (8) disciplinate ed una (1)  libera che il Discente sceglierà al VI anno scolastico, unite a tecniche di lotta e percussioni (atemi). Racchiude in ordine alfabetico:

Alfatraining *
Apprendimento e uso delle armi bianche (da taglio e da punta)
Apprendimento e uso delle armi contundenti
Apprendimento e uso delle armi improprie
Autoinduzione *
Colpi di lotta e percussione (Atemi)
Codice civile *
Codice penale *
Medicina generale *
Psicologia applicata *
Studio del corpo umano *
Teatro *
Tecniche di combattimento da strada (withstand the enemy attack) ( * )

( * ) Esclusivamente indirizzati all'applicazione Marziale.

lo studio e l'insegnamento finalizzato al pieno sviluppo delle potenzialità vitali dell'individuo; nell'organizzare e concertare, tra le varie Scuole d'Armi, corsi teorici - pratici per lo studio e l'insegnamento marziale delle tecniche di combattimento, sia delle armi bianche occidentali e orientali, sia delle tecniche marziali complementari; nell'organizzare e concertare corsi teorici - pratici per lo studio e l'insegnamento finalizzato al recupero dell'equilibrio delle energie presenti nel corpo e al ripristino dei flussi di energia interrotti e a ristabilire conseguentemente il benessere psicofisico; nell'assegnare "borse di studio", conferite a quei Soci Fruitori che si distinguano per meriti sociali, etici e marziali; nell'organizzare e concertare vari laboratori d'Armi con finalità drammaturgiche e cinematografiche.



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La Forma Mentis marziale non è paragonabile a nessun'altra educazione, e si diversifica da quella meramente "militare", poiché il «Buon Guerriero» agisce unicamente in base al suo credo, alla sua leggenda personale. Le finalità militari si possono riassumere nel motto di forte impatto fonico ed evocativo che operò sul piano grammaticale e stilistico dell'epoca mussoliniana: «Credere, obbedire, combattere e vincere»; esse non prevedono, da parte del soldato, una analisi soggettiva dell'azione bellica. I regolamenti militari contemplano la disobbedienza ad ordini esplicitamente illegali, ma nella realtà dell'azione può essere applicata con molta difficoltà (occorre considerare che per i reati contro la disciplina militare commessi in tempo di guerra, come la disobbedienza, l'insubordinazione, l'ammutinamento e la rivolta, quando v'era flagranza e conseguente pericolo imminente di compromettere la sicurezza del corpo, era prevista la pena di morte, oggi sostituita con l'ergastolo). S'evince che l'obbedienza sia uno dei "cardini" su cui si posa l'azione strategica militare. È basilare comprendere che la formazione mentale militare non prevede la visione d'insieme. All'opposto, la Forma Mentis marziale è finalizzata alla percezione di quanto avverrà nella totalità dell'evento. Il «Buon Guerriero» saprà scindere il bene dal male. Il proprio codice d'onore lo porterà alla difesa dell'indifendibile. Tuttavia se in un'azione militare l'errore può essere suddiviso moralmente tra i vari soldati e i loro comandanti, il «Buon Guerriero» si ritroverà solo e ad egli sarà di spettanza il giudizio del proprio comportamento.

 



Il mio cuore è pulito, il mio petto è fermo. Credo in onore, giustizia, ed equità. Perseguo il bene e rifuggo il male. Cammino senza vacillare poiché la mia fede è grande e la mia spada lucente. (Preghiera del legionario - Autore Michele Zannolfi)