FILOSOFIA


 

Tre uomini giunti nello stesso luogo, alla stessa ora, dello stesso giorno, videro: il primo una maestosa aquila in volo sopra un'immensa fitta boscaglia; il secondo un lupo celatosi tra le zolle d'una feconda campagna arata; il terzo un animale acquatico che balzava tra flutti spumeggianti del grande fiume in piena. Giunti al villaggio nel quale abitavano raccontarono ciò che avevano veduto ma furono derisi. S'accusarono a vicenda di mentire e al termine si negarono, per sempre, il saluto. Ah, se solo avessero guardato tutti nella medesima direzione, o ancor meglio, in tutte le altre possibili direzioni.

DIALOGO DEL PRIMO TRATTO

Una guida ha la capacità d’illuminare tratti oscuri del tuo cammino (M. Zannolfi)

Nel kadō (華道 o 花道), ovvero la "Via dei fiori", l'arte della loro disposizione, s'osservano gli steli, le foglie ed infine le corolle più sane. La cura del «Buon Maestro» si rivolge alle sfumature che, in quel momento, rappresentano il suo pensiero. Egli si munisce di pazienza ed inizia la sua composizione. Poterà con dovizia, piegherà con attenzione e accosterà con scrupolo. Infine guarderà, con appagamento, ciò che è riuscito ad evidenziare. Il «Buon Maestro» è stato semplicemente capace di vedere l'armonia che, in essi, già v'era.



Maestro, cosa intendi per filosofia?
Il complesso delle idee e dei principi, che ispirano i pensieri e la linea di condotta delle persone, è detto filosofia. La filosofia trasmessa dalla nostra Scuola, prescinde dal concetto di marzialità comunemente accreditato.
Non credo di capire!
Ciò che intendo trasmettere con la Disciplina, attraverso l’Arte della lama, è “il dono della morte che conferisce grandezza alla sua antitesi”. Il percorso d’ogni discente sarà colmo di luoghi edificati appositamente per provocare impedimenti al suo cammino; complessi d’elementi costruiti con ciò che più lui desidera. In queste terre d’illusoria luce, incontrerà Gunsari, i nostri avversari d'aria, amabili e fabulatori, che forniranno eccellenti motivazioni per le quali desistere.
Saranno in molti ad abbandonare la Via?
Questi allievi, alcuni prima, altri dopo, forniranno a se stessi e poi, infusisi certezza e convincimento, ad altri, il perché non intendano più continuare ad esercitarsi nella “Disciplina”.
Sarà sconsolante vedere i miei compagni desistere. Come posso convincerli a rimanere?
Sappi che queste spiegazioni non sono mai meritevoli di stima, ed è un bene che essi s’allontanino. Coloro che vedendo allontanarsi i compagni d’armi se ne dispiaceranno, lasciando spazio nel loro cuore al sorgere di dubbi, sbaglieranno grossolanamente.
È un male dispiacersene?
Il "Gunsari" che indossa le vesti del Male, conosce bene quale tecnica utilizzare per sovrastare la guardia più debole.
Cosa si deve fare?
Preso atto di ciò, è bene che anch’essi decidano di lasciare la “strada marziale”, sino a quando, attraverso nuove vie, non risulteranno fortificatisi nell’Animo.
Allora un Guerriero non deve avere sentimenti di fratellanza?
Sappi che non ci può essere “Buon Guerriero” che non possieda misericordia, pietà o remissione; ciò nondimeno, egli conosce intimamente la sua determinazione e non sarà avverabile che sia malfermo nel profondo del suo Animo.
Come deve comportarsi un allievo per diventare il Buon Guerriero?
Il comportamento del Buon Guerriero dovrà essere il medesimo, sia in guerra sia in pace. Egli affronterà gli avvenimenti senza mai affidarsi ad alcuno.
È male contare sugli altri?
È bene circondarsi d’essi. Il temperamento è un fluido che non si può attingere da altre fonti se non da se stessi. L’affidamento è spesso inefficace responsabilità e abitudine a demandare. Un Maestro non può darti ciò che tu già non hai. Una guida ha la capacità d’illuminare tratti oscuri del tuo cammino e fartene vedere i colori ma egli, ricordalo sempre, non può dare vita a nulla.
Quali viaggiatori che hanno imboccato la strada della disciplina, vi sono “Ombre del bosco” con le quali, immancabilmente, v’imbatterete. Alcune saprete riconoscerle, poiché il loro scopo è sviarvi da coloro che agiranno. Si staglieranno davanti, sapendo che i più muteranno direzione e si compiaceranno nel saperli ingenuamente illusi, indotti a pensare d’essere persone provvedute. Altre, le più temibili, s’ammanteranno con le vestigia delle condotte più comuni ed il loro scopo, solo apparentemente innocuo, sarà l’agire ai fini di farli desistere. Sussurrando lievemente, per non indurli alla guardia, l’inviteranno ad ascoltare le loro concomitanti innumerevoli esigenze, descrivendole come priorità legittime e ragionevoli.
Vi dico: chiedetevi che strada avete imboccato e ne conoscerete il motivo; visualizzate il percorso e ne comprenderete l’agire; infine, pensate a cosa vorrete divenire e vi sarà chiaro, di questi esseri, l’avverso progetto e proponimento. Coloro che non sapessero rispondere a questi tre quesiti, non abbiano timore giacché nulla e nessuno li spierà dal cupo della boscaglia. Ma se, contrariamente ai primi, avrete risposto, se possedete la capacità di vedere l’orizzonte lontano, se avete a cuore il vostro destino, v’esorto a mantenere l’Animo in guardia. Parecchi sono coloro i quali hanno smarrito il sentiero e, rammentatelo bene, non ha avuto alcun’importanza quanta strada avessero percorso o quanta ancora ne mancasse. Alcuni tra i più forti, sentendosi sicuri, completati dal viaggio, si sono definitivamente sperduti solo a pochi passi dal loro primo traguardo. Poi, di questi, solo pochi hanno avuto la fermezza d’Animo di dare inizio ad un nuovo percorso. Ebbene… Compito delle “Ombre nel bosco” è impastarvi con le pochezze materiali e allontanarvi dai giusti valori. Esse muteranno il loro aspetto in base all’inclinazione personale. Ad alcuni risponderanno al nome di “Potere” e “Possesso”, per altri di “Superbia” e “Cupidigia”, diversamente a “Vanteria” e “Ostentazione”. Esse sono smaniose d’attirarvi nel luogo del confronto, giacché hanno cognizione che moltitudini di pellegrini risulteranno perduti e perdenti. V’indurranno ad essere intolleranti e ribelli, oltremodo scortesi. Più avrete camminato più si sforzeranno d’individuare il nervo del seppellito malanimo, modellando nell’ira la vostra condotta. Vi deruberanno della compassione, trascinandola al suolo sino a farvi lacerare il cuore in sproloqui che danno, e rendono, dilatato dolore. Le “Ombre nel bosco” sono in grado di sfogliare maestose foreste, gelare oceani di fuoco, esibirvi il nulla travestendolo di splendore, persuadervi di smarrire le persone che amate e ardervi il cuore sino a rubarvi la vita. Fatto ciò, vi sperderanno l’Anima in terre che non conoscete, sicché abbiate a cercare, quantunque così difficile da conseguire, la vostra remissione. È mia esperienza che il tempo non servirà né a placare né a lenire la sofferenza. Le persone a cui avete procurato dolore, trascurato o peggio smarrito, con molta probabilità, sapranno comprendervi e in alcuni casi perdonarvi; ma rinunciare a perseguire se stessi di tanta stoltezza, di tanto smarrimento, sappiatelo, vi risulterà oltremodo difficile.
Ma è dunque così periglioso percorrere il sentiero?
Le “Ombre nel bosco”, rammentatelo sempre, temono: mansuetudine, probità e giustezza. Il “Buon Guerriero” ha appreso e se n'è fornito. Egli cammina prestando quotidianamente la dovuta attenzione agli eventi; sa che così facendo potrà individuare agevolmente i malevoli figuri e conoscere in anticipo ove, o in chi, essi si celino. Vi sono parole che non sono mai state espresse, oppure azioni mai compiute; ciononostante molte di queste sono state deliberatamente riportate, enunciandone una improbabile paternità. Questo agire non sempre è fatto in nome di ciò che comunemente viene chiamata "buona fede". Tuttavia, qualunque sia il fine, attribuire a chicchessia ciò che non è mai stato detto, o fatto, è disonorevole. Molti nunzi marziali, per comprovare alcuni concetti o dare credibilità all’operato o ancor peggio per lucro, asseriscono falsità smerciandole per veritiere. Contrariamente taluni, i meno pericolosi, riportano frasi notorie sostenendone la paternità, come se il proferirle potesse donare peculiarità che a loro non appartengono e mai gli apparterranno. L’animo infruttuoso obbliga costoro a servirsene. Infine, infermi nell'animo, si convinceranno che quanto riportato sia il frutto della loro meditazione. Essi sono non solo millantatori ma altresì imprudenti. L'etica contempla che ogni parafrasi debba includere l’enunciazione dell’autore anche se questi è unanimemente conosciuto. Riflettete su quanto v'esibiscono, su quanto leggete o più semplicemente vi viene riportato. La vostra attenzione deve essere uno strumento di pensiero. Meditate su questo.




Le Scuole Marziali sono come piccole e modeste lanterne, le quali sono state collocate sul tuo sentiero, non per illuminarne la soglia ed invogliarti ad entrare, ma per indicarti meglio l'infinito brillare lontano. (M. Zannolfi)