APPUNTO DISCIPLINARE N. APD057


 

Già questo sarebbe un considerevole risultato: riuscire a vivere i gesti quotidiani in equilibrio emotivo. Patologie, debolezze sociali, soprusi, reati comuni, terrorismo e quant'altro, sono gramigna in mezzo al fecondo grano. Più ci pensiamo più ne veniamo travolti ed infestati; meno ci pensiamo e meno siamo preparati ad affrontare questi eventi divenendo così consorti alle altre persone nelle paure e nel dolore. Il controllo delle emozioni è frutto di sinergie tra la vostra preparazione e le presenti capacità psicofisiche. Oggi prenderemo in considerazione l'appunto disciplinare numero APD057.

IL CONTROLLO DELLE EMOZIONI

Precognizione e controllo. Addestratevi a reagire agli stimoli e alle emozioni!  (M. Zannolfi)

Il controllo delle emozioni è il frutto di un camminamento adiacente ad altri importanti percorsi disciplinari. La disciplina in senso più generico o estensivo del termine; il credo attraverso i suoi principi fondamentali; l’accettazione; la presa coscienza dell’hara; la canalizzazione della rabbia; la precognizione; la benevolenza e la misericordia sono solo alcuni di questi importanti passaggi. Doveroso è per voi comprendere le vostre priorità. Analizzarle con senso profondo, etico e spirituale. Abbiate coscienza che “controllare le emozioni” non significa non piangere o non addolorarsi. Nel turbinio delle emozioni senza governo sarete sospesi senza alcuna padronanza; vi sentirete vuoti e senza respiro. Apprenderete con sensi che appartengono ad altri percorsi (ad esempio: una visione rallentata, un'accettazione estrema al fine d’interrompere l’istante). Nessuna paura. Non è follia ma è lo stato ordinario delle cose. Nella tradizione classica, la psiche s’identifica in un primo tempo con la prima e più importante delle funzioni vitali (il respiro), viene quindi a corrispondere ad un concetto di ‘anima’, più o meno smaterializzata. Da sempre il qui e il d’ora, in questa condizione, non è tangibile ma è un vagheggiamento nel quale, a volte, si smarriscono i cuori più nobili e le persone più forti. Riuscire a compiere le azioni quotidiane scevri da ogni paura, da ogni preoccupazione. Affrontare con la giusta considerazione abbandoni, perdite, sofferenze patologiche le quali possono divenire debolezze sociali, è cosa buona. Evitare d’accogliere l’infestante malerba giacché vi priverebbe della quiete ed infine del vitale respiro. Il riscontro del controllo lo si constata dalla risposta sana, di buongoverno, delle funzioni cerebrali, emotive, affettive e relazionali che, come nella percezione dell’hara e delle forze vitali che custodisce, esulano dalla dimensione corporea e materiale. Esercitatevi a divenire persone degne di questi doni. Trasformatevi nella saggezza del mondo.