I cinque principi fondamentali


 

Pare che ogni mio lascito vada inesorabilmente smarrito. Davanti a me molti sguardi attoniti incorniciati da visi che esprimono fanciullescamente d'aver smarrito la strada. A chi tramandare ciò che mi è stato donato se davanti a me vedo solo perplessità non tanto per il cammino che dovranno percorrere ma per le scarpe che dovranno calzare. Ritornerò ad essere energia cosicché in questo ruolo diverrò nuovamente "dono" e andrò alla ricerca del mio nuovo me stesso.

IL PERCORSO

L’energia è il potere che guida ogni essere umano. Non viene persa con l’impiego ma mantenuta dallo stesso, perché è una facoltà della psiche. (Germaine. Greer)

Il cammino marziale KHS Martial Art è molto più semplice e percorribile di ciò che si possa immaginare. Nondimeno bisogna che vi chiarisca che il percorso conduce in un luogo che certamente non è quello dell'invincibilità fisica ma quello della "pacata quiete"; il suolo ove il cuore e la mente si confortano e si leniscono. I cinque principi fondamentali KHS rispondono ad accoglimento, apprendimento, camminamento, perseguimento e mantenimento.
Accoglimento: c'è stato o ci sarà un momento nella vostra vita in cui avrete avuto o avrete desiderio di avvicinarvi ad un’arte marziale. In teologia viene definita "chiamata". Ebbene, a costo d'apparire empio, dichiaro che si tratta della medesima ispirazione giacché il percorso d'entrambe è anelare il bene profondo; quello che può condurre, qualora ve ne fosse bisogno, al sacrificio della propria vita per la difesa del prossimo (“Stato di necessità” art. 54 Codice Penale).
Apprendimento: cercare di comprendere il significato profondo di ogni parola espressa dal vostro Insegnante. L'analisi portata a compimento ad ogni gesto fattovi vedere, individuandone la forma, la disciplina ed infine la presa o il tocco. Smettere il ruolo della domanda inutile e vestire quello dell'osservator curioso. Comparare le vostre azioni con quelle degli altri Allievi ai soli fini di migliorare la tecnica appresa e abbandonare ogni desiderio di malevolo biasimo. Questo in ogni gesto; in ogni cosa che farete; in ogni istante che vivrete.
Camminamento: questo percorso, senza timore d'essere contraddetto, non ha limiti d'età né di patologie, pur severe, che si abbiano e con cui ci si convive. Vi saranno momenti che deviare il cammino vi sembrerà la cosa più logica da fare. Quando avranno ragione sui vostri desideri vi smarriranno lentamente. Sappiate che esistono possibilità diverse e si chiamano dialoghi o prologhi di luce nei quali la "sofferenza" diviene serena e capace maestra.
Perseguimento: ogni movimento, ogni tecnica ambitela come nuovo traguardo. Ogni limite come nuovo ed importante insegnamento. Che il Credo sia fonte possibile in cui dissetarsi poiché pura per l’animo. Onoratene la dimora perseguendone i principi disciplinari. Divenite e siate voi stessi viatico e comunione per chi v’accompagna.
Mantenimento: condividete l'arte rendendola così viva e vitale. Non abbiate paura che vi si defraudi dell’opera di bene e che venga svenduta agli angoli delle strade. Il meretricio marziale c’è sempre stato e sempre ci sarà. Nunzi del vuoto. Costoro debbono contare per voi meno del nulla e se possibile ancor meno. Addestratevi con coloro che manifestano la vostra stessa fede e crescete in quella luce.


"Il «Buon Guerriero» ha l’animo diviso equamente tra pacata Quiete e veemente Furore. Quando governa la Quiete egli lascia che il Furore sia il suo mentore. Quando impera il Furore, permette alla pacata Quiete di consigliare il suo passo.


LA QUIETE

utilizza il corpo come trasmettitore e ricettore d'energia. La mente n'espande e ne raccoglie i flussi. Ciò che appare è silenzio ed immobilità. Ciò che avviene è paragonabile alla sinapsi elettrica. Una trasmissione estremamente veloce e bidirezionale. .

IL FURORE

s'esprime in modo unilaterale e, una volta conclusasi la traiettoria, riprende forma nel medesimo modo. Non v'è mutamento finché non sopraggiunge lo stremo. Qui tutto si ripete con estrema lentezza e grande spreco d'energia fisica.

il suolo ove il cuore e la mente si confortano e si leniscono (M. Zannolfi)