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In epoca neolitica le punte delle frecce erano realizzate in  preferibilmente in penne d’aquila, chiamate  ya no  ha.
       osso o in pietra e già si presentavano in un vasto repertorio  Vicino alla inpennatura era collocato lo hazu, taglio nella
       di fogge, la più peculiare era  costituita da una punta  canna  praticato  all’estremità  che  permetteva  la
       composta da due alette, chiamata karimata. L’importazione   collocazione della corda dell’arco.
       del metallo nell’isola, nei primi secoli dopo Cristo, permise
       la realizzazione di punte di freccia fuse in bronzo e in ferro,  Erano fabbricate principalmente nelle province di:  O-
       anche in questa seconda fase ritroviamo un vasto repertorio  wari,  Ka-ga e Echi-zen. Famosi spadai e abili artisti del
       di forme: lanceolate, hokoya, triangolari, hirane, a foglia di  metallo, in tutti i tempi, si dedicarono alla forgia di
                                                               perfette e calibrate punte di freccia, talora arricchite con un

































         […] scagliavano le loro frecce, in una rapida successione, contro gli avversari in battaglia, ferendoli e lasciando ai fanti il compito
             di inferire il colpo di grazia. La pratica di tirare con l'arco da cavallo divenne una cerimonia shintoista detta Yabusame.

       salice,  yanagiba e molte altre  ancora.  Le frecce, in  fine lavoro di traforo o cesello, realizzando un decoro che
       giapponese  ya, erano realizzate da un  ya–haki,  impreziosiva la freccia con iscrizioni o motivi araldici,
       fabbricante di frecce.                                  mom. Questi ornamenti erano tipici delle punte di freccia
       Erano costituite da un’asta di canna, in giapponese yagara,   ad uso simbolico, forgiate come dono votivo per i santuari
       di lunghezza variabile, con  punte, in giapponese  yajiri,   shintoisti o i templi buddisti, non avendo altra valenza che
       realizzate con materiali e forme molteplici. Sono classificate   quella  augurale  potevano  presentare  dimensioni
       secondo l’utilizzo, questo crea un enorme varietà di fogge e   considerevoli, sino ai 30 cm di lunghezza.
       grandezze    che   non    permettono   una   compiuta
       classificazione, per esempio, avevano la punta di legno a   L’evoluzione delle frecce non  poté prescindere dalla
       forma di pera quelle usate per esercitarsi al tiro al bersaglio,   struttura dell’armatura usata sui campi di battaglia. In un
       di contro le frecce per  la guerra o  per la caccia erano   periodo  di guerra continua,  l’arco era un’arma
       realizzate con acciaio dalla tempra fine.               indispensabile sui campi di battaglia, le punte aguzze,
       Tutti i tipi di punta di freccia erano innestati in aste di canna   chiamate togari–ya, abilmente modellate in forme sottili e
       di bambù, stagionate e oculatamente  scelte in base alla   penetranti, erano in grado di trapassare le piastre di
       potenza dell’arco, con i nodi fra le diverse  sezioni   metallo delle armature. Al modificarsi della forma delle
       accuratamente lisciati, l’innesto avveniva tramite lunghi   piastre, vengono affiancate da punte forgiate con la forma
       codoli appuntiti a sezione quadrata. La freccia misurava dai   di una virgola, benché sbilanciate, erano in grado di
       settantacinque cm al metro di lunghezza totale, nella parte   infilarsi, al momento dell’impatto, fra le lamine costituenti
       iniziale c’erano tre  o quattro piume timoniere,        le armature.
                 I SAMURAI, L’ARCO E LA SPADA
                                             AUTORE LUCA PIATTI                                           PAGINA 4
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