LA DIFFERENZA TRA IL CONOSCERE ED IL SAPERE exhibiting one's skills to the world is not a martial art Senshi no rekishi "Dai ragazzi di Via Sant’Antonino ad una rigida educazione militare durata più di vent'anni. Sono cresciuto con i fondamentali educazionali di "guerra". Quanto è riportato nello "Hagakure" m'appare distante, probabilmente risibile. Ritengo in assoluta buonafede che "Il libro dei 5 anelli" (五輪書 Go rin no sho ), scritto da Miyamoto Musashi (宮本武蔵 ) nel 1645, contrariamente all'elaborato "Hagakure" (Yamamoto Tsunetomo 葉隠聞書 Hagakure kikigaki, lett. "Annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie", sia stato realizzato da un uomo che ha conosciuto il "conflitto"; un uomo di guerra. I concetti trascritti all'interno evidenziano il pensiero di chi ha vissuto in virtù di questo Credo che, per quanto mi riguarda, non sia possibile indicarne finalità, etica e morale. Contrariamente l'autore dello Hagakure, Yamamoto Tsunetomo che fu al servizio del daimyō Nabeshima Mitsushige (1632-1700) del feudo di Saga in un'epoca di pace e di inizio della decadenza dei samurai è stato senz'altro esclusivamente un uomo di pace o per meglio scrivere non ha conosciuto lo "scontro". Quando il daimyo morì, Yamamoto divenne monaco buddhista della setta Zen Sōtō e si ritirò in monastero dove compose, in circa sette anni, ed aiutato dall'allievo Tashiro Tsuramoto, lo Hagakure, l'opera sullo spirito e il codice di condotta del samurai. Non confondete lo spirito di questi due uomini. Non appropriatevi di concetti che non v’appartengono. Vi leverebbero la maschera prima ancora d'aver terminato di dialogare!"(Michele Zannolfi Maestro Fondatore 1957) Bujutsu Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Bujutsu (武術) è la denominazione giapponese di un insieme di sistemi di combattimento trasmessi fin dall'epoca feudale giapponese (1185 - 1625 circa). Il termine indica collettivamente le arti marziali disarmate o più spesso armate che, almeno fino al 1868 (restaurazione Meiji), erano competenza specifica della classe militare (Buke) il cui esponente tipico fu il bushi o samurai. Una variante più classica di questa parola, nell'accezione di sistema organico di educazione militare, è bugei (武藝). Il Bujutsu antico (koryū) va quindi distinto dal Budō (武道) contemporaneo, sua rielaborazione fondata su sistemi educativi o pedagogici più moderni (gendai) specialmente nella prima metà del XX secolo. Il Bujutsu aveva alcuni tratti caratteristici rispetto ad altre tradizioni di esercizio militare. Era organico, cioè un sistema più o meno integrale contenente diversi sottosistemi applicabili ad ambiti vari (dalla tecnologia militare all'etica). Era organizzato, cioè controllato dalle autorità e ben suddiviso in scuole familiari o claniche all'origine di innumerevoli stili (Ryū). Nonostante studi che evidenziano l'influenza delle arti militari cinesi nel bujutsu giapponese, quest'ultimo si è sviluppato fondamentalmente entro il clima e le condizioni storiche proprie del Giappone. Secondo quel che si può ricavare dai documenti storici, la più antica arte marziale giapponese sarebbe la forma di lotta chiamata sumō. Si tratta tuttavia di qualcosa di completamente diverso rispetto al sumō che, dal periodo Edo sino alla contemporaneità, è stato presentato come forma di spettacolo. Si presume che il sumō antico fosse una forma di lotta tramite l'uso dei calci. Le diverse scuole di arti marziali non si formano durante il periodo degli Stati Combattenti, bensì all'inizio dell'era Edo. Si pensa che, al termine di quest'ultima, il numero delle scuole superasse il centinaio se non il migliaio, ma non esiste una documentazione sicura. Successivamente alla Restaurazione Meiji, in epoca di modernizzazione (bunmei kaika, 文明開化), le arti marziali vengono rifiutate in quanto retrograde, ma è successivamente alla Seconda guerra mondiale che subiscono un colpo ben più forte. Molte scuole scompaiono, tra le diverse cause c'è la morte in guerra dei successori designati delle diverse tradizioni. Le piccole scuole, in cui i segreti dell'arte vengono trasmessi unicamente di padre in figlio, nella maggior parte dei casi non allestiscono una palestra, portando avanti la tradizione unicamente all'interno della famiglia. Per questo è facile che si estinguano, durante i cambiamenti storici, in assenza di qualcuno che possa far da tramite con le generazioni successive. Avvengono anche dei casi estremi in cui soltanto partecipando al funerale del genitore si viene a sapere che nella famiglia c'era un'arte marziale e un suo erede tra i figli. Le arti marziali contemporanee, dette budō (武道), nascono e si sviluppano sulla base delle arti marziali storiche successivamente al periodo Meiji. Le loro diverse forme, che conservano rigidamente gli antichi stili, giungono così sino alle arti contemporanee, e vengono tuttora trasmesse in diverse forme. Ci sono inoltre diverse arti marziali di recente formazione, prive di un passato tradizionale, che aspirano alla definizione di bujutsu. Sullo sfondo stanno invece le critiche a queste "arti marziali moderne", che sacrificherebbero lo spirito marziale in favore della sicurezza dei praticanti, rincorrendo una competizione asservita alle regole, aliena alla loro forma originaria. Nella tradizione militare del periodo Edo compare il termine Bugei Jūhappan (武芸十八般) che significa "18 specialità militari" come denominazione collettiva dei sistemi di combattimento in cui il samurai doveva eccellere. Tuttavia il termine è mutuato dai testi cinesi e ha valore puramente formale, infatti la lista di specialità insegnate dipendeva largamente dalla scuola (Ryū) e mutò nel corso del tempo. In genere a partire dall'era Kamakura le scuole divennero sempre più specializzate e i sistemi più diffusi sono a tutt'oggi incentrati sull'uso di spada, lancia e sempre più raramente, l'arco. Una lista possibile di specialità è la seguente: Kenjutsu Kyūjutsu Jūjutsu Shurikenjutsu Sōjutsu Naginatajutsu Bōjutsu o Jōjutsu Kusarigamajutsu Kumiuchi Sasumata Suijutsu Jittejutsu Tantōjutsu Chigiriki Tsubute Tessenjutsu Hojōjutsu Ninjutsu Ongyōjutsu Hakuda Bajutsu Battōjutsu Harijutsu Masakari Hōjutsu Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
Bujutsu Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Bujutsu (武術) è la denominazione giapponese di un insieme di sistemi di combattimento trasmessi fin dall'epoca feudale giapponese (1185 - 1625 circa). Il termine indica collettivamente le arti marziali disarmate o più spesso armate che, almeno fino al 1868 (restaurazione Meiji), erano competenza specifica della classe militare (Buke) il cui esponente tipico fu il bushi o samurai. Una variante più classica di questa parola, nell'accezione di sistema organico di educazione militare, è bugei (武藝). Il Bujutsu antico (koryū) va quindi distinto dal Budō (武道) contemporaneo, sua rielaborazione fondata su sistemi educativi o pedagogici più moderni (gendai) specialmente nella prima metà del XX secolo. Il Bujutsu aveva alcuni tratti caratteristici rispetto ad altre tradizioni di esercizio militare. Era organico, cioè un sistema più o meno integrale contenente diversi sottosistemi applicabili ad ambiti vari (dalla tecnologia militare all'etica). Era organizzato, cioè controllato dalle autorità e ben suddiviso in scuole familiari o claniche all'origine di innumerevoli stili (Ryū). Nonostante studi che evidenziano l'influenza delle arti militari cinesi nel bujutsu giapponese, quest'ultimo si è sviluppato fondamentalmente entro il clima e le condizioni storiche proprie del Giappone. Secondo quel che si può ricavare dai documenti storici, la più antica arte marziale giapponese sarebbe la forma di lotta chiamata sumō. Si tratta tuttavia di qualcosa di completamente diverso rispetto al sumō che, dal periodo Edo sino alla contemporaneità, è stato presentato come forma di spettacolo. Si presume che il sumō antico fosse una forma di lotta tramite l'uso dei calci. Le diverse scuole di arti marziali non si formano durante il periodo degli Stati Combattenti, bensì all'inizio dell'era Edo. Si pensa che, al termine di quest'ultima, il numero delle scuole superasse il centinaio se non il migliaio, ma non esiste una documentazione sicura. Successivamente alla Restaurazione Meiji, in epoca di modernizzazione (bunmei kaika, 文明開化), le arti marziali vengono rifiutate in quanto retrograde, ma è successivamente alla Seconda guerra mondiale che subiscono un colpo ben più forte. Molte scuole scompaiono, tra le diverse cause c'è la morte in guerra dei successori designati delle diverse tradizioni. Le piccole scuole, in cui i segreti dell'arte vengono trasmessi unicamente di padre in figlio, nella maggior parte dei casi non allestiscono una palestra, portando avanti la tradizione unicamente all'interno della famiglia. Per questo è facile che si estinguano, durante i cambiamenti storici, in assenza di qualcuno che possa far da tramite con le generazioni successive. Avvengono anche dei casi estremi in cui soltanto partecipando al funerale del genitore si viene a sapere che nella famiglia c'era un'arte marziale e un suo erede tra i figli. Le arti marziali contemporanee, dette budō (武道), nascono e si sviluppano sulla base delle arti marziali storiche successivamente al periodo Meiji. Le loro diverse forme, che conservano rigidamente gli antichi stili, giungono così sino alle arti contemporanee, e vengono tuttora trasmesse in diverse forme. Ci sono inoltre diverse arti marziali di recente formazione, prive di un passato tradizionale, che aspirano alla definizione di bujutsu. Sullo sfondo stanno invece le critiche a queste "arti marziali moderne", che sacrificherebbero lo spirito marziale in favore della sicurezza dei praticanti, rincorrendo una competizione asservita alle regole, aliena alla loro forma originaria. Nella tradizione militare del periodo Edo compare il termine Bugei Jūhappan (武芸十八般) che significa "18 specialità militari" come denominazione collettiva dei sistemi di combattimento in cui il samurai doveva eccellere. Tuttavia il termine è mutuato dai testi cinesi e ha valore puramente formale, infatti la lista di specialità insegnate dipendeva largamente dalla scuola (Ryū) e mutò nel corso del tempo. In genere a partire dall'era Kamakura le scuole divennero sempre più specializzate e i sistemi più diffusi sono a tutt'oggi incentrati sull'uso di spada, lancia e sempre più raramente, l'arco. Una lista possibile di specialità è la seguente: Kenjutsu Kyūjutsu Jūjutsu Shurikenjutsu Sōjutsu Naginatajutsu Bōjutsu o Jōjutsu Kusarigamajutsu Kumiuchi Sasumata Suijutsu Jittejutsu Tantōjutsu Chigiriki Tsubute Tessenjutsu Hojōjutsu Ninjutsu Ongyōjutsu Hakuda Bajutsu Battōjutsu Harijutsu Masakari Hōjutsu Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
ERUDIAR ET ERUDIETUR Bujutsu (武術) è la denominazione giapponese di un insieme di sistemi di combattimento trasmessi fin dall'epoca feudale giapponese (1185 - 1625 circa). Il termine indica collettivamente le arti marziali disarmate o più spesso armate che, almeno fino al 1868 (restaurazione Meiji), erano competenza specifica della classe militare (Buke) il cui esponente tipico fu il bushi o samurai. Una variante più classica di questa parola, nell'accezione di sistema organico di educazione militare, è bugei (武藝). Il Bujutsu antico (koryū) va quindi distinto dal Budō (武道) contemporaneo, sua rielaborazione fondata su sistemi educativi o pedagogici più moderni (gendai) specialmente nella prima metà del XX secolo. Il Bujutsu aveva alcuni tratti caratteristici rispetto ad altre tradizioni di esercizio militare. Era organico, cioè un sistema più o meno integrale contenente diversi sottosistemi applicabili ad ambiti vari (dalla tecnologia militare all'etica). Era organizzato, cioè controllato dalle autorità e ben suddiviso in scuole familiari o claniche all'origine di innumerevoli stili (Ryū). Nonostante studi che evidenziano l'influenza delle arti militari cinesi nel bujutsu giapponese, quest'ultimo si è sviluppato fondamentalmente entro il clima e le condizioni storiche proprie del Giappone. Secondo quel che si può ricavare dai documenti storici, la più antica arte marziale giapponese sarebbe la forma di lotta chiamata sumō. Si tratta tuttavia di qualcosa di completamente diverso rispetto al sumō che, dal periodo Edo sino alla contemporaneità, è stato presentato come forma di spettacolo. Si presume che il sumō antico fosse una forma di lotta tramite l'uso dei calci. Le diverse scuole di arti marziali non si formano durante il periodo degli Stati Combattenti, bensì all'inizio dell'era Edo. Si pensa che, al termine di quest'ultima, il numero delle scuole superasse il centinaio se non il migliaio, ma non esiste una documentazione sicura. Successivamente alla Restaurazione Meiji, in epoca di modernizzazione (bunmei kaika, 文明開化), le arti marziali vengono rifiutate in quanto retrograde, ma è successivamente alla Seconda guerra mondiale che subiscono un colpo ben più forte. Molte scuole scompaiono, tra le diverse cause c'è la morte in guerra dei successori designati delle diverse tradizioni. Le piccole scuole, in cui i segreti dell'arte vengono trasmessi unicamente di padre in figlio, nella maggior parte dei casi non allestiscono una palestra, portando avanti la tradizione unicamente all'interno della famiglia. Per questo è facile che si estinguano, durante i cambiamenti storici, in assenza di qualcuno che possa far da tramite con le generazioni successive. Avvengono anche dei casi estremi in cui soltanto partecipando al funerale del genitore si viene a sapere che nella famiglia c'era un'arte marziale e un suo erede tra i figli. Le arti marziali contemporanee, dette budō (武道), nascono e si sviluppano sulla base delle arti marziali storiche successivamente al periodo Meiji. Le loro diverse forme, che conservano rigidamente gli antichi stili, giungono così sino alle arti contemporanee, e vengono tuttora trasmesse in diverse forme. Ci sono inoltre diverse arti marziali di recente formazione, prive di un passato tradizionale, che aspirano alla definizione di bujutsu. Sullo sfondo stanno invece le critiche a queste "arti marziali moderne", che sacrificherebbero lo spirito marziale in favore della sicurezza dei praticanti, rincorrendo una competizione asservita alle regole, aliena alla loro forma originaria. Nella tradizione militare del periodo Edo compare il termine Bugei Jūhappan (武芸十八般) che significa "18 specialità militari" come denominazione collettiva dei sistemi di combattimento in cui il samurai doveva eccellere. Tuttavia il termine è mutuato dai testi cinesi e ha valore puramente formale, infatti la lista di specialità insegnate dipendeva largamente dalla scuola (Ryū) e mutò nel corso del tempo. In genere a partire dall'era Kamakura le scuole divennero sempre più specializzate e i sistemi più diffusi sono a tutt'oggi incentrati sull'uso di spada, lancia e sempre più raramente, l'arco. Una lista possibile di specialità è la seguente: Kenjutsu Kyūjutsu Jūjutsu Shurikenjutsu Sōjutsu Naginatajutsu Bōjutsu o Jōjutsu Kusarigamajutsu Kumiuchi Sasumata Suijutsu Jittejutsu Tantōjutsu Chigiriki Tsubute Tessenjutsu Hojōjutsu Ninjutsu Ongyōjutsu Hakuda Bajutsu Battōjutsu Harijutsu Masakari Hōjutsu Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute