LA DIFFERENZA TRA IL CONOSCERE ED IL SAPERE exhibiting one's skills to the world is not a martial art Senshi no rekishi "Dai ragazzi di Via Sant’Antonino ad una rigida educazione militare durata più di vent'anni. Sono cresciuto con i fondamentali educazionali di "guerra". Quanto è riportato nello "Hagakure" m'appare distante, probabilmente risibile. Ritengo in assoluta buonafede che "Il libro dei 5 anelli" (五輪書 Go rin no sho ), scritto da Miyamoto Musashi (宮本武蔵 ) nel 1645, contrariamente all'elaborato "Hagakure" (Yamamoto Tsunetomo 葉隠聞書 Hagakure kikigaki, lett. "Annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie", sia stato realizzato da un uomo che ha conosciuto il "conflitto"; un uomo di guerra. I concetti trascritti all'interno evidenziano il pensiero di chi ha vissuto in virtù di questo Credo che, per quanto mi riguarda, non sia possibile indicarne finalità, etica e morale. Contrariamente l'autore dello Hagakure, Yamamoto Tsunetomo che fu al servizio del daimyō Nabeshima Mitsushige (1632-1700) del feudo di Saga in un'epoca di pace e di inizio della decadenza dei samurai è stato senz'altro esclusivamente un uomo di pace o per meglio scrivere non ha conosciuto lo "scontro". Quando il daimyo morì, Yamamoto divenne monaco buddhista della setta Zen Sōtō e si ritirò in monastero dove compose, in circa sette anni, ed aiutato dall'allievo Tashiro Tsuramoto, lo Hagakure, l'opera sullo spirito e il codice di condotta del samurai. Non confondete lo spirito di questi due uomini. Non appropriatevi di concetti che non v’appartengono. Vi leverebbero la maschera prima ancora d'aver terminato di dialogare!"(Michele Zannolfi Maestro Fondatore 1957) Toyotomi Hideyoshi Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Toyotomi Hideyoshi (豐臣秀吉 o 豊臣秀吉) Nagoya, 2 febbraio 1536 – Kyoto, 18 settembre 1598) è stato un militare giapponese. Fu un famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku, fondatore del clan Toyotomi. Succedendo al suo signore Oda Nobunaga anche nell'opera di riunificazione del Giappone, è considerato il secondo dei tre "grandi riunificatori". È conosciuto anche per l'invasione della Corea. Durante il suo periodo iniziò molte modifiche culturali, tra cui la restrizione legale che permetteva ai soli membri della classe dei samurai di portare armi e impediva loro di esercitare attività agricole, che portò a una rigida divisione sociale in caste che perdurò per 300 anni. Il periodo del suo governo viene spesso detto periodo Momoyama, dal nome del castello di Toyotomi. Durò dal 1582 fino alla sua morte nel 1598 o (secondo alcuni studiosi) fino a che Tokugawa Ieyasu non assunse il potere dopo la battaglia di Sekigahara nel 1600. Nella storiografia tradizionale giapponese, comunque, si preferisce in genere indicare l'epoca di Oda Nobunaga e di Toyotomi come un unico periodo, che prende il nome di periodo Azuchi-Momoyama. Kyoto Toyotomi Hideyoshi nacque in quello che è ora il quartiere Nakamura di Nagoya nella provincia di Owari, sede del clan Oda. Si hanno poche notizie certe riguardo alla vita di questo personaggio nel periodo precedente al 1570, periodo in cui è testimoniata la sua presenza in diverse lettere e documenti ufficiali; la sua autobiografia ha inizio dal 1577 ma della sua infanzia e della sua giovinezza parla ben poco. Di certo sappiamo che non nacque da nobile lignaggio bensì da un umile guerriero di nome Yaemon e a causa delle umili circostanze della sua nascita non ebbe cognome. In gioventù il suo nome fu Hiyoshimaru (日吉丸), sebbene ci siano alcune variazioni. Secondo Maeda Toshiie e un missionario europeo chiamato Luís Fróis, era polidattilo - possedeva due pollici sulla mano destra e non si tagliò il pollice extra come altri giapponesi del suo periodo avrebbero fatto. Da giovane si unì prima al clan Imagawa come servo del governante locale Matsushita, con il nome di Kinoshita Tōkichirō (木下藤吉郎). Successivamente si unì al clan Oda come servo, ma si fece notare per le sue capacità, soprattutto durante l'assedio di Inabayama (1567). Salì rapidamente di grado diventando uno dei principali generali di Oda Nobunaga, assumendo infine il nome Hashiba Hideyoshi (羽柴秀吉), dove "Hashiba" è ottenuto unendo due caratteri, ognuno preso dal nome di due altri uomini di fiducia di Oda, Niwa Nagahide e Shibata Katsuie. Alcune delle sue imprese al servizio di Oda Nobunaga, molte delle quali vennero ingigantite e romanticizzate, includono la leggendaria costruzione in una notte del castello di Sunomata, il suo incontro con Takenaka Shigeharu e l'assedio del castello di Takamatsu. In seguito alla morte improvvisa di Oda Nobunaga e del suo figlio maggiore, Oda Nobutada per mano di Akechi Mitsuhide, nel 1582 Hashiba sconfisse Akechi nella Battaglia di Yamazaki insediandosi come successore de facto del governo militare di Oda. All'incontro di Kiyosu per decidere il successore de jure di Oda, Hashiba isolò il candidato apparente Oda Nobutaka e il suo sostenitore, il generale capo del clan Oda, Shibata Katsuie, supportando il giovane figlio di Nobutada, Oda Hidenobu. Riuscendo a ottenere il sostegno di due altri anziani del clan Oda, Niwa Nagahide e Ikeda Tsuneoki, Hashiba riuscì a rinsaldare la posizione di Hidenobu, così come la propria influenza nel clan Oda. La tensione tra Shibata e Hashiba aumentò rapidamente e l'anno successivo, nella Battaglia di Shizugatake, Hashiba distrusse le forze di Shibata consolidando il proprio potere e assorbendo sotto il suo controllo la maggior parte del clan Oda. L'altro figlio di Nobunaga, Oda Nobukatsu rimase ostile a Hashiba e si alleò con Tokugawa Ieyasu. Le due fazioni si scontrarono nell'inconcludente battaglia di Komaki e Nagakute. La situazione rimase in stallo, nonostante le forze di Hashiba avessero ricevuto un colpo pesante. Infine Hashiba fece pace con Nobukatsu, eliminando ogni pretesto per la guerra tra i clan Tokugawa e Hashiba. Tokugawa infine si sottomise a Hashiba divenendone un vassallo. D'altra parte Hashiba voleva il titolo di shōgun, perché questo era considerato il titolo del governante reale del Giappone. Comunque l'Imperatore non poteva conferirlo a qualcuno dalla discendenza così umile come quella di Hideyoshi. Hashiba cercò di essere accettato come figlio adottivo dall'ultimo Shogun Muromachi, Ashikaga Yoshiaki, ma questi rifiutò. Non potendo assumere il titolo di shōgun assunse nel 1585 la posizione di reggente (kanpaku), fino ad allora sempre appartenuta ai Fujiwara, e in quello stesso periodo sposò Yodogimi, che gli avrebbe dato un figlio. Nel 1596, ricevette formalmente il nome di Toyotomi dalla corte imperiale. Successivamente Toyotomi soggiogò la provincia di Kii e sottomise l'isola di Shikoku del clan Chōsokabe. Prese anche il controllo della Etchu e conquistò il Kyūshū. Nel 1587 Toyotomi, da benefattore divenne persecutore dei cristiani. Emise un'ordinanza che ne bandiva i missionari dal Kyūshū. Ne uccise a centinaia per mantenere un maggiore controllo sui loro daimyō. Nel 1588 Toyotomi iniziò una caccia alle spade e proibì alle persone comuni di possedere armi. Queste misure fermarono effettivamente le rivolte contadine e assicurarono una maggiore stabilità, a spese della libertà individuale. Con l'assedio di Odawara contro il clan Hōjō nel Kantō, conquistò l'ultima sacca di resistenza alla sua autorità e pose fine al periodo Sengoku. L'anno dopo, nel 1591, morì il suo fratellastro Hidenaga, che l'aveva aiutato molto nella sottomissione dell'intero Giappone e sempre lo stesso anno Hideyoshi abdicò dalla carica di kampaku e assunse il titolo di taiko (reggente ritirato). Il suo figlio adottivo, Hidetsugu (in realtà suo nipote) gli successe come kampaku. Prima di assumere il controllo del Giappone Toyotomi Hideyoshi tenne un atteggiamento diplomatico amichevole nei confronti della Dinastia Ming e aiutò il governo cinese a combattere i pirati wako giapponesi lungo le coste del Mar Giallo, Mar Cinese Meridionale e di Taiwan. Una volta assicuratosi il controllo della politica nazionale, conscio del suo stato di salute calante e forse per dare uno sfogo alle milizie e ai comandanti, che non potevano apprezzare del tutto un periodo di pace e costituivano un rischio per la stabilità interna, riprese i progetti espansionistici di Nobunaga, che miravano alla conquista della Cina Ming passando per la Corea. Nell'aprile 1592 i suoi generali invasero la Corea, dando origine alla cosiddetta era Bunroku. Nel giro di un mese i giapponesi controllavano praticamente l'intero paese. Comunque molto presto il popolo coreano si ribellò con l'aiuto dei cinesi, mentre la superiorità navale coreana era di grande ostacolo nella ricezione di rinforzi e rifornimenti giapponesi. La resistenza condotta da Yi Sun Sin costrinse l'esercito giapponese a ritirarsi dalla Corea nel dicembre 1592. Insoddisfatto, Toyotomi ritentò nel 1596 d'invadere la Corea con la battaglia di Keicho. Questa volta i giapponesi incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano-cinese e infine dovettero arrendersi. L'invasione della Corea diede vita a un'eredità di mutua inimicizia tra la Corea e il Giappone. Quasi un terzo dell'esercito giapponese di 150.000 uomini morì nel solo inverno del 1592, ma non abbandonarono Seul, che nel 1593 venne incendiata e rasa al suolo. Durante la seconda invasione ordinò ai suoi generali di uccidere tutti quelli che resistevano alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di cui Toyotomi collezionò decine di migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di "Tumulo delle Orecchie", situata vicina al suo Mausoleo, l'Hokoku-byo nel tempio Hokoku in Kyōto. Il 9 dicembre 1596 vennero arrestati sei francescani, tre gesuiti e 17 fedeli giapponesi (nel gruppo c'erano pure tre giovani di 11, 13 e 14 anni) tra cui Paolo Miki e Felipe de las Casas, che furono crocifissi sulla collina di Nagasaki il 5 febbraio 1597 e passarono alla storia come i "ventisei martiri del Giappone". Hideyoshi morì nel 1598, all'età di sessantadue anni, e alla sua morte la campagna di Corea, in realtà già ben avviata al fallimento, ebbe fine. L'ammiraglio Yi Soon Sin inseguì la flotta giapponese in precipitosa ritirata e nello scontro finale della guerra metà della restante flotta giapponese venne affondata o comunque non fece ritorno. La futile guerra servì solo ad indebolire i clan fedeli a Toyotomi, oltre a rafforzare tra i più l'idea (portata in seguito in avanti dallo shogunato Tokugawa) che solo un maggiore isolamento e la rinuncia a qualsiasi velleità espansionistica al di fuori dell'arcipelago potessero garantire un futuro di pace e sicurezza al Giappone. Hideyoshi se ne andò lasciando dietro di sé un Giappone finalmente unificato, ma anche un casato mai del tutto consolidato e la cui sorte era ora nelle mani di un bambino; ma, più di tutto, il secondo dei tre unificatori morì fondamentalmente nel disprezzo di una parte considerevole dell'aristocrazia militare giapponese, insofferente tanto all'idea di dover servire un clan di umili origini quanto soprattutto ai numerosi eccessi che avevano segnato l'ultima parte della vita di Hideyoshi, tra sommarie esecuzioni e il tentativo di un sempre maggiore accentramento del potere su di sé ai danni dei signori locali. In seguito alla sua morte gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non riuscirono a tenere sotto controllo le ambizioni di Tokugawa Ieyasu, che seppe sfruttare per sé il malcontento di molti vassalli coalizzandoli contro gli altri membri del Consiglio. Con la sconfitta dei sostenitori dei Toyotomi a Sekigahara nel 1600, il figlio minorenne e successore designato di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, perse ogni rivendicazione al potere detenuto dal padre e Tokugawa Ieyasu venne dichiarato Shogun. Quindi, con la morte dello stesso Hideyori e di sua madre nel 1615 durante l'Assedio di Osaka, la stirpe dei Toyotomi si estinse definitivamente. Toyotomi Hideyoshi continuò e iniziò diverse riforme che ebbero un impatto duraturo sulla società giapponese. Una delle riforme più importanti fu il disarmo delle classi contadine, già iniziato da Nobunaga; durante l'epoca Sengoku, infatti, le continue guerre avevano spinto molti contadini a imbracciare le armi e diversi samurai a ritirarsi nei campi. Hideyoshi differenziò le caste per legge, e proibì a tutti i non samurai il porto d'armi, consolidando un sistema sociale che sarebbe rimasto in vigore per i successivi 300 anni. Inoltre, ordinò un censimento della popolazione giapponese, e proibì la libera circolazione delle persone, che dovevano restare nell'han in cui erano registrati a meno di non ricevere un permesso ufficiale; in questo modo fu ad esempio possibile isolare fenomeni come il banditismo. Il censimento riguardò anche le terre, e questo permise un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Nel 1588 Toyotomi abolì effettivamente la schiavitù vietando la vendita di schiavi. Il lavoro contrattuale e sotto apprendistato sostituirono la schiavitù[senza fonte]. Nel 1590 Hideyoshi completò la costruzione del castello di Ōsaka, il più grande e maestoso del Paese, dal quale era possibile tenere sotto controllo le vie occidentali verso Kyoto. Il contributo di Hideyoshi alla cultura giapponese non fu però solo militare e amministrativo; come Nobunaga prima di lui, spese tempo e denaro nella cerimonia del tè, collezionando suppellettili, sponsorizzando sontuosi eventi dell'alta società, e patrocinando i maestri più acclamati; con il crescere dell'interesse della classe governante nei confronti della cerimonia del tè crebbe anche la domanda di suppellettili di ceramica, perciò durante la campagna di Corea vennero confiscate numerose ceramiche e molti artigiani coreani vennero costretti a trasferirsi in Giappone. Ispirato dal Kinkaku-ji (padiglione d'oro) di Kyōto, fece costruire una favolosa sala da tè portatile, rivestita di lamine d'oro e arredata all'interno con garze rosse, e nota perciò come kigame no zashiki ("camera dorata") o ōgon no chashitsu (黄金の茶室); la portava con sé dovunque andava, e vi praticava la cerimonia del tè, dimostrando la sua potenza e la sua raffinatezza. Politicamente instaurò un sistema governativo che bilanciava i daimyō più potenti; venne creato un consiglio, che includeva i signori della guerra più influenti, e designò un reggente a capo di essi. Questa struttura somigliava in qualche modo al parlamento di un governo democratico, con il suo presidente. Al momento della sua morte, Hideyoshi aveva sperato di aver impostato un sistema sufficientemente stabile da sopravvivere fino a che suo figlio fosse in grado di succedergli, e per impedire che un solo reggente potesse esautorare la sua autorità nominò un consiglio dei cinque reggenti composto dai daimyō più potenti. Tuttavia in seguito alla morte di Maeda Toshiie, Tokugawa Ieyasu iniziò a stringere alleanze, inclusi matrimoni politici (che erano stati proibiti da Hideyoshi), finché non si arrivò ad uno scontro aperto tra le fazioni fedeli ai Toyotomi contro quelle fedeli ai Tokugawa, nella battaglia di Sekigahara, vinta dai Tokugawa, che ricevette il titolo di Seii Taishōgun che era stato negato a Hideyoshi. Ieyasu riconobbe la saggezza di Hideyoshi e mantenne in vigore la gran parte dei suoi decreti, costruendovi anzi sopra il proprio Shogunato. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
Toyotomi Hideyoshi Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Toyotomi Hideyoshi (豐臣秀吉 o 豊臣秀吉) Nagoya, 2 febbraio 1536 – Kyoto, 18 settembre 1598) è stato un militare giapponese. Fu un famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku, fondatore del clan Toyotomi. Succedendo al suo signore Oda Nobunaga anche nell'opera di riunificazione del Giappone, è considerato il secondo dei tre "grandi riunificatori". È conosciuto anche per l'invasione della Corea. Durante il suo periodo iniziò molte modifiche culturali, tra cui la restrizione legale che permetteva ai soli membri della classe dei samurai di portare armi e impediva loro di esercitare attività agricole, che portò a una rigida divisione sociale in caste che perdurò per 300 anni. Il periodo del suo governo viene spesso detto periodo Momoyama, dal nome del castello di Toyotomi. Durò dal 1582 fino alla sua morte nel 1598 o (secondo alcuni studiosi) fino a che Tokugawa Ieyasu non assunse il potere dopo la battaglia di Sekigahara nel 1600. Nella storiografia tradizionale giapponese, comunque, si preferisce in genere indicare l'epoca di Oda Nobunaga e di Toyotomi come un unico periodo, che prende il nome di periodo Azuchi-Momoyama. Kyoto Toyotomi Hideyoshi nacque in quello che è ora il quartiere Nakamura di Nagoya nella provincia di Owari, sede del clan Oda. Si hanno poche notizie certe riguardo alla vita di questo personaggio nel periodo precedente al 1570, periodo in cui è testimoniata la sua presenza in diverse lettere e documenti ufficiali; la sua autobiografia ha inizio dal 1577 ma della sua infanzia e della sua giovinezza parla ben poco. Di certo sappiamo che non nacque da nobile lignaggio bensì da un umile guerriero di nome Yaemon e a causa delle umili circostanze della sua nascita non ebbe cognome. In gioventù il suo nome fu Hiyoshimaru (日吉丸), sebbene ci siano alcune variazioni. Secondo Maeda Toshiie e un missionario europeo chiamato Luís Fróis, era polidattilo - possedeva due pollici sulla mano destra e non si tagliò il pollice extra come altri giapponesi del suo periodo avrebbero fatto. Da giovane si unì prima al clan Imagawa come servo del governante locale Matsushita, con il nome di Kinoshita Tōkichirō (木下藤吉郎). Successivamente si unì al clan Oda come servo, ma si fece notare per le sue capacità, soprattutto durante l'assedio di Inabayama (1567). Salì rapidamente di grado diventando uno dei principali generali di Oda Nobunaga, assumendo infine il nome Hashiba Hideyoshi (羽柴秀吉), dove "Hashiba" è ottenuto unendo due caratteri, ognuno preso dal nome di due altri uomini di fiducia di Oda, Niwa Nagahide e Shibata Katsuie. Alcune delle sue imprese al servizio di Oda Nobunaga, molte delle quali vennero ingigantite e romanticizzate, includono la leggendaria costruzione in una notte del castello di Sunomata, il suo incontro con Takenaka Shigeharu e l'assedio del castello di Takamatsu. In seguito alla morte improvvisa di Oda Nobunaga e del suo figlio maggiore, Oda Nobutada per mano di Akechi Mitsuhide, nel 1582 Hashiba sconfisse Akechi nella Battaglia di Yamazaki insediandosi come successore de facto del governo militare di Oda. All'incontro di Kiyosu per decidere il successore de jure di Oda, Hashiba isolò il candidato apparente Oda Nobutaka e il suo sostenitore, il generale capo del clan Oda, Shibata Katsuie, supportando il giovane figlio di Nobutada, Oda Hidenobu. Riuscendo a ottenere il sostegno di due altri anziani del clan Oda, Niwa Nagahide e Ikeda Tsuneoki, Hashiba riuscì a rinsaldare la posizione di Hidenobu, così come la propria influenza nel clan Oda. La tensione tra Shibata e Hashiba aumentò rapidamente e l'anno successivo, nella Battaglia di Shizugatake, Hashiba distrusse le forze di Shibata consolidando il proprio potere e assorbendo sotto il suo controllo la maggior parte del clan Oda. L'altro figlio di Nobunaga, Oda Nobukatsu rimase ostile a Hashiba e si alleò con Tokugawa Ieyasu. Le due fazioni si scontrarono nell'inconcludente battaglia di Komaki e Nagakute. La situazione rimase in stallo, nonostante le forze di Hashiba avessero ricevuto un colpo pesante. Infine Hashiba fece pace con Nobukatsu, eliminando ogni pretesto per la guerra tra i clan Tokugawa e Hashiba. Tokugawa infine si sottomise a Hashiba divenendone un vassallo. D'altra parte Hashiba voleva il titolo di shōgun, perché questo era considerato il titolo del governante reale del Giappone. Comunque l'Imperatore non poteva conferirlo a qualcuno dalla discendenza così umile come quella di Hideyoshi. Hashiba cercò di essere accettato come figlio adottivo dall'ultimo Shogun Muromachi, Ashikaga Yoshiaki, ma questi rifiutò. Non potendo assumere il titolo di shōgun assunse nel 1585 la posizione di reggente (kanpaku), fino ad allora sempre appartenuta ai Fujiwara, e in quello stesso periodo sposò Yodogimi, che gli avrebbe dato un figlio. Nel 1596, ricevette formalmente il nome di Toyotomi dalla corte imperiale. Successivamente Toyotomi soggiogò la provincia di Kii e sottomise l'isola di Shikoku del clan Chōsokabe. Prese anche il controllo della Etchu e conquistò il Kyūshū. Nel 1587 Toyotomi, da benefattore divenne persecutore dei cristiani. Emise un'ordinanza che ne bandiva i missionari dal Kyūshū. Ne uccise a centinaia per mantenere un maggiore controllo sui loro daimyō. Nel 1588 Toyotomi iniziò una caccia alle spade e proibì alle persone comuni di possedere armi. Queste misure fermarono effettivamente le rivolte contadine e assicurarono una maggiore stabilità, a spese della libertà individuale. Con l'assedio di Odawara contro il clan Hōjō nel Kantō, conquistò l'ultima sacca di resistenza alla sua autorità e pose fine al periodo Sengoku. L'anno dopo, nel 1591, morì il suo fratellastro Hidenaga, che l'aveva aiutato molto nella sottomissione dell'intero Giappone e sempre lo stesso anno Hideyoshi abdicò dalla carica di kampaku e assunse il titolo di taiko (reggente ritirato). Il suo figlio adottivo, Hidetsugu (in realtà suo nipote) gli successe come kampaku. Prima di assumere il controllo del Giappone Toyotomi Hideyoshi tenne un atteggiamento diplomatico amichevole nei confronti della Dinastia Ming e aiutò il governo cinese a combattere i pirati wako giapponesi lungo le coste del Mar Giallo, Mar Cinese Meridionale e di Taiwan. Una volta assicuratosi il controllo della politica nazionale, conscio del suo stato di salute calante e forse per dare uno sfogo alle milizie e ai comandanti, che non potevano apprezzare del tutto un periodo di pace e costituivano un rischio per la stabilità interna, riprese i progetti espansionistici di Nobunaga, che miravano alla conquista della Cina Ming passando per la Corea. Nell'aprile 1592 i suoi generali invasero la Corea, dando origine alla cosiddetta era Bunroku. Nel giro di un mese i giapponesi controllavano praticamente l'intero paese. Comunque molto presto il popolo coreano si ribellò con l'aiuto dei cinesi, mentre la superiorità navale coreana era di grande ostacolo nella ricezione di rinforzi e rifornimenti giapponesi. La resistenza condotta da Yi Sun Sin costrinse l'esercito giapponese a ritirarsi dalla Corea nel dicembre 1592. Insoddisfatto, Toyotomi ritentò nel 1596 d'invadere la Corea con la battaglia di Keicho. Questa volta i giapponesi incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano-cinese e infine dovettero arrendersi. L'invasione della Corea diede vita a un'eredità di mutua inimicizia tra la Corea e il Giappone. Quasi un terzo dell'esercito giapponese di 150.000 uomini morì nel solo inverno del 1592, ma non abbandonarono Seul, che nel 1593 venne incendiata e rasa al suolo. Durante la seconda invasione ordinò ai suoi generali di uccidere tutti quelli che resistevano alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di cui Toyotomi collezionò decine di migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di "Tumulo delle Orecchie", situata vicina al suo Mausoleo, l'Hokoku-byo nel tempio Hokoku in Kyōto. Il 9 dicembre 1596 vennero arrestati sei francescani, tre gesuiti e 17 fedeli giapponesi (nel gruppo c'erano pure tre giovani di 11, 13 e 14 anni) tra cui Paolo Miki e Felipe de las Casas, che furono crocifissi sulla collina di Nagasaki il 5 febbraio 1597 e passarono alla storia come i "ventisei martiri del Giappone". Hideyoshi morì nel 1598, all'età di sessantadue anni, e alla sua morte la campagna di Corea, in realtà già ben avviata al fallimento, ebbe fine. L'ammiraglio Yi Soon Sin inseguì la flotta giapponese in precipitosa ritirata e nello scontro finale della guerra metà della restante flotta giapponese venne affondata o comunque non fece ritorno. La futile guerra servì solo ad indebolire i clan fedeli a Toyotomi, oltre a rafforzare tra i più l'idea (portata in seguito in avanti dallo shogunato Tokugawa) che solo un maggiore isolamento e la rinuncia a qualsiasi velleità espansionistica al di fuori dell'arcipelago potessero garantire un futuro di pace e sicurezza al Giappone. Hideyoshi se ne andò lasciando dietro di sé un Giappone finalmente unificato, ma anche un casato mai del tutto consolidato e la cui sorte era ora nelle mani di un bambino; ma, più di tutto, il secondo dei tre unificatori morì fondamentalmente nel disprezzo di una parte considerevole dell'aristocrazia militare giapponese, insofferente tanto all'idea di dover servire un clan di umili origini quanto soprattutto ai numerosi eccessi che avevano segnato l'ultima parte della vita di Hideyoshi, tra sommarie esecuzioni e il tentativo di un sempre maggiore accentramento del potere su di sé ai danni dei signori locali. In seguito alla sua morte gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non riuscirono a tenere sotto controllo le ambizioni di Tokugawa Ieyasu, che seppe sfruttare per sé il malcontento di molti vassalli coalizzandoli contro gli altri membri del Consiglio. Con la sconfitta dei sostenitori dei Toyotomi a Sekigahara nel 1600, il figlio minorenne e successore designato di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, perse ogni rivendicazione al potere detenuto dal padre e Tokugawa Ieyasu venne dichiarato Shogun. Quindi, con la morte dello stesso Hideyori e di sua madre nel 1615 durante l'Assedio di Osaka, la stirpe dei Toyotomi si estinse definitivamente. Toyotomi Hideyoshi continuò e iniziò diverse riforme che ebbero un impatto duraturo sulla società giapponese. Una delle riforme più importanti fu il disarmo delle classi contadine, già iniziato da Nobunaga; durante l'epoca Sengoku, infatti, le continue guerre avevano spinto molti contadini a imbracciare le armi e diversi samurai a ritirarsi nei campi. Hideyoshi differenziò le caste per legge, e proibì a tutti i non samurai il porto d'armi, consolidando un sistema sociale che sarebbe rimasto in vigore per i successivi 300 anni. Inoltre, ordinò un censimento della popolazione giapponese, e proibì la libera circolazione delle persone, che dovevano restare nell'han in cui erano registrati a meno di non ricevere un permesso ufficiale; in questo modo fu ad esempio possibile isolare fenomeni come il banditismo. Il censimento riguardò anche le terre, e questo permise un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Nel 1588 Toyotomi abolì effettivamente la schiavitù vietando la vendita di schiavi. Il lavoro contrattuale e sotto apprendistato sostituirono la schiavitù[senza fonte]. Nel 1590 Hideyoshi completò la costruzione del castello di Ōsaka, il più grande e maestoso del Paese, dal quale era possibile tenere sotto controllo le vie occidentali verso Kyoto. Il contributo di Hideyoshi alla cultura giapponese non fu però solo militare e amministrativo; come Nobunaga prima di lui, spese tempo e denaro nella cerimonia del tè, collezionando suppellettili, sponsorizzando sontuosi eventi dell'alta società, e patrocinando i maestri più acclamati; con il crescere dell'interesse della classe governante nei confronti della cerimonia del tè crebbe anche la domanda di suppellettili di ceramica, perciò durante la campagna di Corea vennero confiscate numerose ceramiche e molti artigiani coreani vennero costretti a trasferirsi in Giappone. Ispirato dal Kinkaku-ji (padiglione d'oro) di Kyōto, fece costruire una favolosa sala da tè portatile, rivestita di lamine d'oro e arredata all'interno con garze rosse, e nota perciò come kigame no zashiki ("camera dorata") o ōgon no chashitsu (黄金の茶室); la portava con sé dovunque andava, e vi praticava la cerimonia del tè, dimostrando la sua potenza e la sua raffinatezza. Politicamente instaurò un sistema governativo che bilanciava i daimyō più potenti; venne creato un consiglio, che includeva i signori della guerra più influenti, e designò un reggente a capo di essi. Questa struttura somigliava in qualche modo al parlamento di un governo democratico, con il suo presidente. Al momento della sua morte, Hideyoshi aveva sperato di aver impostato un sistema sufficientemente stabile da sopravvivere fino a che suo figlio fosse in grado di succedergli, e per impedire che un solo reggente potesse esautorare la sua autorità nominò un consiglio dei cinque reggenti composto dai daimyō più potenti. Tuttavia in seguito alla morte di Maeda Toshiie, Tokugawa Ieyasu iniziò a stringere alleanze, inclusi matrimoni politici (che erano stati proibiti da Hideyoshi), finché non si arrivò ad uno scontro aperto tra le fazioni fedeli ai Toyotomi contro quelle fedeli ai Tokugawa, nella battaglia di Sekigahara, vinta dai Tokugawa, che ricevette il titolo di Seii Taishōgun che era stato negato a Hideyoshi. Ieyasu riconobbe la saggezza di Hideyoshi e mantenne in vigore la gran parte dei suoi decreti, costruendovi anzi sopra il proprio Shogunato. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
ERUDIAR ET ERUDIETUR Toyotomi Hideyoshi (豐臣秀吉 o 豊臣秀吉) Nagoya, 2 febbraio 1536 – Kyoto, 18 settembre 1598) è stato un militare giapponese. Fu un famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku, fondatore del clan Toyotomi. Succedendo al suo signore Oda Nobunaga anche nell'opera di riunificazione del Giappone, è considerato il secondo dei tre "grandi riunificatori". È conosciuto anche per l'invasione della Corea. Durante il suo periodo iniziò molte modifiche culturali, tra cui la restrizione legale che permetteva ai soli membri della classe dei samurai di portare armi e impediva loro di esercitare attività agricole, che portò a una rigida divisione sociale in caste che perdurò per 300 anni. Il periodo del suo governo viene spesso detto periodo Momoyama, dal nome del castello di Toyotomi. Durò dal 1582 fino alla sua morte nel 1598 o (secondo alcuni studiosi) fino a che Tokugawa Ieyasu non assunse il potere dopo la battaglia di Sekigahara nel 1600. Nella storiografia tradizionale giapponese, comunque, si preferisce in genere indicare l'epoca di Oda Nobunaga e di Toyotomi come un unico periodo, che prende il nome di periodo Azuchi-Momoyama. Kyoto Toyotomi Hideyoshi nacque in quello che è ora il quartiere Nakamura di Nagoya nella provincia di Owari, sede del clan Oda. Si hanno poche notizie certe riguardo alla vita di questo personaggio nel periodo precedente al 1570, periodo in cui è testimoniata la sua presenza in diverse lettere e documenti ufficiali; la sua autobiografia ha inizio dal 1577 ma della sua infanzia e della sua giovinezza parla ben poco. Di certo sappiamo che non nacque da nobile lignaggio bensì da un umile guerriero di nome Yaemon e a causa delle umili circostanze della sua nascita non ebbe cognome. In gioventù il suo nome fu Hiyoshimaru (日吉丸), sebbene ci siano alcune variazioni. Secondo Maeda Toshiie e un missionario europeo chiamato Luís Fróis, era polidattilo - possedeva due pollici sulla mano destra e non si tagliò il pollice extra come altri giapponesi del suo periodo avrebbero fatto. Da giovane si unì prima al clan Imagawa come servo del governante locale Matsushita, con il nome di Kinoshita Tōkichirō (木下藤吉郎). Successivamente si unì al clan Oda come servo, ma si fece notare per le sue capacità, soprattutto durante l'assedio di Inabayama (1567). Salì rapidamente di grado diventando uno dei principali generali di Oda Nobunaga, assumendo infine il nome Hashiba Hideyoshi (羽柴秀吉), dove "Hashiba" è ottenuto unendo due caratteri, ognuno preso dal nome di due altri uomini di fiducia di Oda, Niwa Nagahide e Shibata Katsuie. Alcune delle sue imprese al servizio di Oda Nobunaga, molte delle quali vennero ingigantite e romanticizzate, includono la leggendaria costruzione in una notte del castello di Sunomata, il suo incontro con Takenaka Shigeharu e l'assedio del castello di Takamatsu. In seguito alla morte improvvisa di Oda Nobunaga e del suo figlio maggiore, Oda Nobutada per mano di Akechi Mitsuhide, nel 1582 Hashiba sconfisse Akechi nella Battaglia di Yamazaki insediandosi come successore de facto del governo militare di Oda. All'incontro di Kiyosu per decidere il successore de jure di Oda, Hashiba isolò il candidato apparente Oda Nobutaka e il suo sostenitore, il generale capo del clan Oda, Shibata Katsuie, supportando il giovane figlio di Nobutada, Oda Hidenobu. Riuscendo a ottenere il sostegno di due altri anziani del clan Oda, Niwa Nagahide e Ikeda Tsuneoki, Hashiba riuscì a rinsaldare la posizione di Hidenobu, così come la propria influenza nel clan Oda. La tensione tra Shibata e Hashiba aumentò rapidamente e l'anno successivo, nella Battaglia di Shizugatake, Hashiba distrusse le forze di Shibata consolidando il proprio potere e assorbendo sotto il suo controllo la maggior parte del clan Oda. L'altro figlio di Nobunaga, Oda Nobukatsu rimase ostile a Hashiba e si alleò con Tokugawa Ieyasu. Le due fazioni si scontrarono nell'inconcludente battaglia di Komaki e Nagakute. La situazione rimase in stallo, nonostante le forze di Hashiba avessero ricevuto un colpo pesante. Infine Hashiba fece pace con Nobukatsu, eliminando ogni pretesto per la guerra tra i clan Tokugawa e Hashiba. Tokugawa infine si sottomise a Hashiba divenendone un vassallo. D'altra parte Hashiba voleva il titolo di shōgun, perché questo era considerato il titolo del governante reale del Giappone. Comunque l'Imperatore non poteva conferirlo a qualcuno dalla discendenza così umile come quella di Hideyoshi. Hashiba cercò di essere accettato come figlio adottivo dall'ultimo Shogun Muromachi, Ashikaga Yoshiaki, ma questi rifiutò. Non potendo assumere il titolo di shōgun assunse nel 1585 la posizione di reggente (kanpaku), fino ad allora sempre appartenuta ai Fujiwara, e in quello stesso periodo sposò Yodogimi, che gli avrebbe dato un figlio. Nel 1596, ricevette formalmente il nome di Toyotomi dalla corte imperiale. Successivamente Toyotomi soggiogò la provincia di Kii e sottomise l'isola di Shikoku del clan Chōsokabe. Prese anche il controllo della Etchu e conquistò il Kyūshū. Nel 1587 Toyotomi, da benefattore divenne persecutore dei cristiani. Emise un'ordinanza che ne bandiva i missionari dal Kyūshū. Ne uccise a centinaia per mantenere un maggiore controllo sui loro daimyō. Nel 1588 Toyotomi iniziò una caccia alle spade e proibì alle persone comuni di possedere armi. Queste misure fermarono effettivamente le rivolte contadine e assicurarono una maggiore stabilità, a spese della libertà individuale. Con l'assedio di Odawara contro il clan Hōjō nel Kantō, conquistò l'ultima sacca di resistenza alla sua autorità e pose fine al periodo Sengoku. L'anno dopo, nel 1591, morì il suo fratellastro Hidenaga, che l'aveva aiutato molto nella sottomissione dell'intero Giappone e sempre lo stesso anno Hideyoshi abdicò dalla carica di kampaku e assunse il titolo di taiko (reggente ritirato). Il suo figlio adottivo, Hidetsugu (in realtà suo nipote) gli successe come kampaku. Prima di assumere il controllo del Giappone Toyotomi Hideyoshi tenne un atteggiamento diplomatico amichevole nei confronti della Dinastia Ming e aiutò il governo cinese a combattere i pirati wako giapponesi lungo le coste del Mar Giallo, Mar Cinese Meridionale e di Taiwan. Una volta assicuratosi il controllo della politica nazionale, conscio del suo stato di salute calante e forse per dare uno sfogo alle milizie e ai comandanti, che non potevano apprezzare del tutto un periodo di pace e costituivano un rischio per la stabilità interna, riprese i progetti espansionistici di Nobunaga, che miravano alla conquista della Cina Ming passando per la Corea. Nell'aprile 1592 i suoi generali invasero la Corea, dando origine alla cosiddetta era Bunroku. Nel giro di un mese i giapponesi controllavano praticamente l'intero paese. Comunque molto presto il popolo coreano si ribellò con l'aiuto dei cinesi, mentre la superiorità navale coreana era di grande ostacolo nella ricezione di rinforzi e rifornimenti giapponesi. La resistenza condotta da Yi Sun Sin costrinse l'esercito giapponese a ritirarsi dalla Corea nel dicembre 1592. Insoddisfatto, Toyotomi ritentò nel 1596 d'invadere la Corea con la battaglia di Keicho. Questa volta i giapponesi incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano-cinese e infine dovettero arrendersi. L'invasione della Corea diede vita a un'eredità di mutua inimicizia tra la Corea e il Giappone. Quasi un terzo dell'esercito giapponese di 150.000 uomini morì nel solo inverno del 1592, ma non abbandonarono Seul, che nel 1593 venne incendiata e rasa al suolo. Durante la seconda invasione ordinò ai suoi generali di uccidere tutti quelli che resistevano alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di cui Toyotomi collezionò decine di migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di "Tumulo delle Orecchie", situata vicina al suo Mausoleo, l'Hokoku-byo nel tempio Hokoku in Kyōto. Il 9 dicembre 1596 vennero arrestati sei francescani, tre gesuiti e 17 fedeli giapponesi (nel gruppo c'erano pure tre giovani di 11, 13 e 14 anni) tra cui Paolo Miki e Felipe de las Casas, che furono crocifissi sulla collina di Nagasaki il 5 febbraio 1597 e passarono alla storia come i "ventisei martiri del Giappone". Hideyoshi morì nel 1598, all'età di sessantadue anni, e alla sua morte la campagna di Corea, in realtà già ben avviata al fallimento, ebbe fine. L'ammiraglio Yi Soon Sin inseguì la flotta giapponese in precipitosa ritirata e nello scontro finale della guerra metà della restante flotta giapponese venne affondata o comunque non fece ritorno. La futile guerra servì solo ad indebolire i clan fedeli a Toyotomi, oltre a rafforzare tra i più l'idea (portata in seguito in avanti dallo shogunato Tokugawa) che solo un maggiore isolamento e la rinuncia a qualsiasi velleità espansionistica al di fuori dell'arcipelago potessero garantire un futuro di pace e sicurezza al Giappone. Hideyoshi se ne andò lasciando dietro di sé un Giappone finalmente unificato, ma anche un casato mai del tutto consolidato e la cui sorte era ora nelle mani di un bambino; ma, più di tutto, il secondo dei tre unificatori morì fondamentalmente nel disprezzo di una parte considerevole dell'aristocrazia militare giapponese, insofferente tanto all'idea di dover servire un clan di umili origini quanto soprattutto ai numerosi eccessi che avevano segnato l'ultima parte della vita di Hideyoshi, tra sommarie esecuzioni e il tentativo di un sempre maggiore accentramento del potere su di sé ai danni dei signori locali. In seguito alla sua morte gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non riuscirono a tenere sotto controllo le ambizioni di Tokugawa Ieyasu, che seppe sfruttare per sé il malcontento di molti vassalli coalizzandoli contro gli altri membri del Consiglio. Con la sconfitta dei sostenitori dei Toyotomi a Sekigahara nel 1600, il figlio minorenne e successore designato di Hideyoshi, Toyotomi Hideyori, perse ogni rivendicazione al potere detenuto dal padre e Tokugawa Ieyasu venne dichiarato Shogun. Quindi, con la morte dello stesso Hideyori e di sua madre nel 1615 durante l'Assedio di Osaka, la stirpe dei Toyotomi si estinse definitivamente. Toyotomi Hideyoshi continuò e iniziò diverse riforme che ebbero un impatto duraturo sulla società giapponese. Una delle riforme più importanti fu il disarmo delle classi contadine, già iniziato da Nobunaga; durante l'epoca Sengoku, infatti, le continue guerre avevano spinto molti contadini a imbracciare le armi e diversi samurai a ritirarsi nei campi. Hideyoshi differenziò le caste per legge, e proibì a tutti i non samurai il porto d'armi, consolidando un sistema sociale che sarebbe rimasto in vigore per i successivi 300 anni. Inoltre, ordinò un censimento della popolazione giapponese, e proibì la libera circolazione delle persone, che dovevano restare nell'han in cui erano registrati a meno di non ricevere un permesso ufficiale; in questo modo fu ad esempio possibile isolare fenomeni come il banditismo. Il censimento riguardò anche le terre, e questo permise un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Nel 1588 Toyotomi abolì effettivamente la schiavitù vietando la vendita di schiavi. Il lavoro contrattuale e sotto apprendistato sostituirono la schiavitù[senza fonte]. Nel 1590 Hideyoshi completò la costruzione del castello di Ōsaka, il più grande e maestoso del Paese, dal quale era possibile tenere sotto controllo le vie occidentali verso Kyoto. Il contributo di Hideyoshi alla cultura giapponese non fu però solo militare e amministrativo; come Nobunaga prima di lui, spese tempo e denaro nella cerimonia del tè, collezionando suppellettili, sponsorizzando sontuosi eventi dell'alta società, e patrocinando i maestri più acclamati; con il crescere dell'interesse della classe governante nei confronti della cerimonia del tè crebbe anche la domanda di suppellettili di ceramica, perciò durante la campagna di Corea vennero confiscate numerose ceramiche e molti artigiani coreani vennero costretti a trasferirsi in Giappone. Ispirato dal Kinkaku-ji (padiglione d'oro) di Kyōto, fece costruire una favolosa sala da tè portatile, rivestita di lamine d'oro e arredata all'interno con garze rosse, e nota perciò come kigame no zashiki ("camera dorata") o ōgon no chashitsu (黄金の茶室); la portava con sé dovunque andava, e vi praticava la cerimonia del tè, dimostrando la sua potenza e la sua raffinatezza. Politicamente instaurò un sistema governativo che bilanciava i daimyō più potenti; venne creato un consiglio, che includeva i signori della guerra più influenti, e designò un reggente a capo di essi. Questa struttura somigliava in qualche modo al parlamento di un governo democratico, con il suo presidente. Al momento della sua morte, Hideyoshi aveva sperato di aver impostato un sistema sufficientemente stabile da sopravvivere fino a che suo figlio fosse in grado di succedergli, e per impedire che un solo reggente potesse esautorare la sua autorità nominò un consiglio dei cinque reggenti composto dai daimyō più potenti. Tuttavia in seguito alla morte di Maeda Toshiie, Tokugawa Ieyasu iniziò a stringere alleanze, inclusi matrimoni politici (che erano stati proibiti da Hideyoshi), finché non si arrivò ad uno scontro aperto tra le fazioni fedeli ai Toyotomi contro quelle fedeli ai Tokugawa, nella battaglia di Sekigahara, vinta dai Tokugawa, che ricevette il titolo di Seii Taishōgun che era stato negato a Hideyoshi. Ieyasu riconobbe la saggezza di Hideyoshi e mantenne in vigore la gran parte dei suoi decreti, costruendovi anzi sopra il proprio Shogunato. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute