LA DIFFERENZA TRA IL CONOSCERE ED IL SAPERE exhibiting one's skills to the world is not a martial art Senshi no rekishi "Dai ragazzi di Via Sant’Antonino ad una rigida educazione militare durata più di vent'anni. Sono cresciuto con i fondamentali educazionali di "guerra". Quanto è riportato nello "Hagakure" m'appare distante, probabilmente risibile. Ritengo in assoluta buonafede che "Il libro dei 5 anelli" (五輪書 Go rin no sho ), scritto da Miyamoto Musashi (宮本武蔵 ) nel 1645, contrariamente all'elaborato "Hagakure" (Yamamoto Tsunetomo 葉隠聞書 Hagakure kikigaki, lett. "Annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie", sia stato realizzato da un uomo che ha conosciuto il "conflitto"; un uomo di guerra. I concetti trascritti all'interno evidenziano il pensiero di chi ha vissuto in virtù di questo Credo che, per quanto mi riguarda, non sia possibile indicarne finalità, etica e morale. Contrariamente l'autore dello Hagakure, Yamamoto Tsunetomo che fu al servizio del daimyō Nabeshima Mitsushige (1632-1700) del feudo di Saga in un'epoca di pace e di inizio della decadenza dei samurai è stato senz'altro esclusivamente un uomo di pace o per meglio scrivere non ha conosciuto lo "scontro". Quando il daimyo morì, Yamamoto divenne monaco buddhista della setta Zen Sōtō e si ritirò in monastero dove compose, in circa sette anni, ed aiutato dall'allievo Tashiro Tsuramoto, lo Hagakure, l'opera sullo spirito e il codice di condotta del samurai. Non confondete lo spirito di questi due uomini. Non appropriatevi di concetti che non v’appartengono. Vi leverebbero la maschera prima ancora d'aver terminato di dialogare!"(Michele Zannolfi Maestro Fondatore 1957) Yamaoka Tesshū Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Yamaoka Tesshū (山岡 鉄舟 Edo, 10 giugno 1836 – 19 luglio 1888) è stato un militare giapponese, uno dei più famosi samurai vissuti nel periodo della restaurazione Meiji. Nato con il nome di Ono Tetsutarō nell'odierna Tokyo, il padre era un vassallo dello shogunato Tokugawa e la madre era figlia di un sacerdote shintoista del santuario di Kashima. Sin da quando aveva nove anni praticò il kenjutsu, secondo la tradizione Jikishinkage ryu. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Takayama, dove praticò la scherma secondo lo stile Ono ha itto-ryu. Tornato ad Edo a diciassette anni, si iscrisse all'Istituto militare Kobukan e alla Scuola della lotta con la lancia Yamaoka. Il suo maestro, Yamaoka Seizan, morì poco dopo l'ingresso di Tetsutarō nella scuola. Il giovane sposò quindi la sorella di Seizan, adottando il nome di Yamaoka Tesshū per portare avanti la famiglia del maestro. Da sempre appassionato delle arti marziali, Tesshū continuò a studiare il kenjutsu fino al 30 marzo 1880, quando ebbe un'illuminazione durante una meditazione. Da quel momento, si occupò solo del perfezionamento dello stile del proprio Dojo, in quanto comprese che i samurai avevano bisogno solo della purezza del loro stile di combattimento. Si occupò anche dell'arte Zen, producendo oltre un milione di opere. Morì a cinquantatré anni di cancro allo stomaco. Prima di morire, scrisse il suo Jisei no ku (poema di morte), chiuse gli occhi e si addormentò. Il kenjutsu (剣術 lett. "arte della spada") è un'arte marziale giapponese costituita dall'insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo iaidō perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l'estrazione della spada dal fodero, mentre nello iaidō tutte le sequenze di tecniche (kata) vengono eseguite fino all'estrazione dell'arma (Iai vuol dire infatti "estrazione" in giapponese). Si può tranquillamente affermare che il kenjutsu o kenjitsu si trova verosimilmente a livelli inferiori (in ricercatezza delle tecniche) rispetto allo iaidō, poiché utilizzato in guerra contro molteplici avversari (difatti le tecniche consistono in una serie di tagli dati verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente al fine di annientare più "corpi" possibili nelle vicinanze del guerriero). Bisogna fare molta attenzione nel non confondere il kendō con il kenjutsu. Infatti la differenza tra i due termini sta proprio negli ideogrammi che li compongono. Ken-Jutsu (剣術) sta per "Arte della spada" (da ken 剣: spada, e jutsu 術: arte, tecnica) mentre Ken-Do (剣道) sta per "Via della spada" (da do: via, percorso, in senso spirituale), inoltre bisogna comprendere la vera differenza tra queste: il kenjustu è un'arte nata per combattere e uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppata dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli; il kendo è sempre un'arte marziale, ma il suo scopo non è più uccidere l'avversario per ottenere la propria sopravvivenza. Lo scopo del kendo è auto-disciplinare se stessi, il proprio corpo e la propria mente, e percorrere appunto "la Via" per migliorarsi e crescere come persone insieme agli altri praticanti con i quali si studia l'Arte. Senza addentrarsi nelle possibili interpretazioni spirituali e filosofiche, questo concetto può essere racchiuso in una frase: nel kenjutsu ci si addestra per sconfiggere il nemico; nel kendo ci si addestra per sconfiggere se stessi e i propri limiti. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
Yamaoka Tesshū Il KHS indica una disciplina che si fonda su presupposti spirituali più che tecnici ERUDIAR ET ERUDIETUR Yamaoka Tesshū (山岡 鉄舟 Edo, 10 giugno 1836 – 19 luglio 1888) è stato un militare giapponese, uno dei più famosi samurai vissuti nel periodo della restaurazione Meiji. Nato con il nome di Ono Tetsutarō nell'odierna Tokyo, il padre era un vassallo dello shogunato Tokugawa e la madre era figlia di un sacerdote shintoista del santuario di Kashima. Sin da quando aveva nove anni praticò il kenjutsu, secondo la tradizione Jikishinkage ryu. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Takayama, dove praticò la scherma secondo lo stile Ono ha itto-ryu. Tornato ad Edo a diciassette anni, si iscrisse all'Istituto militare Kobukan e alla Scuola della lotta con la lancia Yamaoka. Il suo maestro, Yamaoka Seizan, morì poco dopo l'ingresso di Tetsutarō nella scuola. Il giovane sposò quindi la sorella di Seizan, adottando il nome di Yamaoka Tesshū per portare avanti la famiglia del maestro. Da sempre appassionato delle arti marziali, Tesshū continuò a studiare il kenjutsu fino al 30 marzo 1880, quando ebbe un'illuminazione durante una meditazione. Da quel momento, si occupò solo del perfezionamento dello stile del proprio Dojo, in quanto comprese che i samurai avevano bisogno solo della purezza del loro stile di combattimento. Si occupò anche dell'arte Zen, producendo oltre un milione di opere. Morì a cinquantatré anni di cancro allo stomaco. Prima di morire, scrisse il suo Jisei no ku (poema di morte), chiuse gli occhi e si addormentò. Il kenjutsu (剣術 lett. "arte della spada") è un'arte marziale giapponese costituita dall'insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo iaidō perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l'estrazione della spada dal fodero, mentre nello iaidō tutte le sequenze di tecniche (kata) vengono eseguite fino all'estrazione dell'arma (Iai vuol dire infatti "estrazione" in giapponese). Si può tranquillamente affermare che il kenjutsu o kenjitsu si trova verosimilmente a livelli inferiori (in ricercatezza delle tecniche) rispetto allo iaidō, poiché utilizzato in guerra contro molteplici avversari (difatti le tecniche consistono in una serie di tagli dati verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente al fine di annientare più "corpi" possibili nelle vicinanze del guerriero). Bisogna fare molta attenzione nel non confondere il kendō con il kenjutsu. Infatti la differenza tra i due termini sta proprio negli ideogrammi che li compongono. Ken-Jutsu (剣術) sta per "Arte della spada" (da ken 剣: spada, e jutsu 術: arte, tecnica) mentre Ken-Do (剣道) sta per "Via della spada" (da do: via, percorso, in senso spirituale), inoltre bisogna comprendere la vera differenza tra queste: il kenjustu è un'arte nata per combattere e uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppata dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli; il kendo è sempre un'arte marziale, ma il suo scopo non è più uccidere l'avversario per ottenere la propria sopravvivenza. Lo scopo del kendo è auto-disciplinare se stessi, il proprio corpo e la propria mente, e percorrere appunto "la Via" per migliorarsi e crescere come persone insieme agli altri praticanti con i quali si studia l'Arte. Senza addentrarsi nelle possibili interpretazioni spirituali e filosofiche, questo concetto può essere racchiuso in una frase: nel kenjutsu ci si addestra per sconfiggere il nemico; nel kendo ci si addestra per sconfiggere se stessi e i propri limiti. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute
ERUDIAR ET ERUDIETUR Yamaoka Tesshū (山岡 鉄舟 Edo, 10 giugno 1836 – 19 luglio 1888) è stato un militare giapponese, uno dei più famosi samurai vissuti nel periodo della restaurazione Meiji. Nato con il nome di Ono Tetsutarō nell'odierna Tokyo, il padre era un vassallo dello shogunato Tokugawa e la madre era figlia di un sacerdote shintoista del santuario di Kashima. Sin da quando aveva nove anni praticò il kenjutsu, secondo la tradizione Jikishinkage ryu. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Takayama, dove praticò la scherma secondo lo stile Ono ha itto-ryu. Tornato ad Edo a diciassette anni, si iscrisse all'Istituto militare Kobukan e alla Scuola della lotta con la lancia Yamaoka. Il suo maestro, Yamaoka Seizan, morì poco dopo l'ingresso di Tetsutarō nella scuola. Il giovane sposò quindi la sorella di Seizan, adottando il nome di Yamaoka Tesshū per portare avanti la famiglia del maestro. Da sempre appassionato delle arti marziali, Tesshū continuò a studiare il kenjutsu fino al 30 marzo 1880, quando ebbe un'illuminazione durante una meditazione. Da quel momento, si occupò solo del perfezionamento dello stile del proprio Dojo, in quanto comprese che i samurai avevano bisogno solo della purezza del loro stile di combattimento. Si occupò anche dell'arte Zen, producendo oltre un milione di opere. Morì a cinquantatré anni di cancro allo stomaco. Prima di morire, scrisse il suo Jisei no ku (poema di morte), chiuse gli occhi e si addormentò. Il kenjutsu (剣術 lett. "arte della spada") è un'arte marziale giapponese costituita dall'insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo iaidō perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l'estrazione della spada dal fodero, mentre nello iaidō tutte le sequenze di tecniche (kata) vengono eseguite fino all'estrazione dell'arma (Iai vuol dire infatti "estrazione" in giapponese). Si può tranquillamente affermare che il kenjutsu o kenjitsu si trova verosimilmente a livelli inferiori (in ricercatezza delle tecniche) rispetto allo iaidō, poiché utilizzato in guerra contro molteplici avversari (difatti le tecniche consistono in una serie di tagli dati verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente al fine di annientare più "corpi" possibili nelle vicinanze del guerriero). Bisogna fare molta attenzione nel non confondere il kendō con il kenjutsu. Infatti la differenza tra i due termini sta proprio negli ideogrammi che li compongono. Ken-Jutsu (剣術) sta per "Arte della spada" (da ken 剣: spada, e jutsu 術: arte, tecnica) mentre Ken-Do (剣道) sta per "Via della spada" (da do: via, percorso, in senso spirituale), inoltre bisogna comprendere la vera differenza tra queste: il kenjustu è un'arte nata per combattere e uccidere i nemici sul campo di battaglia, sviluppata dalla classe guerriera giapponese nel corso dei secoli; il kendo è sempre un'arte marziale, ma il suo scopo non è più uccidere l'avversario per ottenere la propria sopravvivenza. Lo scopo del kendo è auto-disciplinare se stessi, il proprio corpo e la propria mente, e percorrere appunto "la Via" per migliorarsi e crescere come persone insieme agli altri praticanti con i quali si studia l'Arte. Senza addentrarsi nelle possibili interpretazioni spirituali e filosofiche, questo concetto può essere racchiuso in una frase: nel kenjutsu ci si addestra per sconfiggere il nemico; nel kendo ci si addestra per sconfiggere se stessi e i propri limiti. Testo tratto da Appunti, Web Site, Libri, Memoriali storici Wykipedia is a free online encyclopedia Integrazione a cura del M° Michele Zannolfi Redazione Istruttori Moretti & Tagliaferri 私たちはすでに言われた言葉であり、行動はすでに行われています Watashitachi wa sudeni iwa reta kotobadeari, kōdō wa sudeni okonawa rete imasu Noi siamo le parole già dette, le azioni già compiute